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Biografia

Tutto su Toni Servillo

Nome e Cognome: Toni Servillo, all'anagrafe Marco Antonio Servillo

Data di nascita: 27 gennaio 1959

Luogo di nascita: Afragola

Nazionalità: italiana
Premi più importanti: - David di Donatello come miglior attore protagonista nel 2009 per Il Divo e nel 2014 per  La grande bellezza - Il Nastro d'argento speciale nel 2013 per la Bella addormentata, Viva la libertà e La grande bellezza – Il Globo d'oro come miglior attore nel 2009 per Gomorra – il Ciak d'oro come miglior attore protagonista nel 2014 per  La grande bellezza - il Festival Internazionale del Film di Roma nel 2010 per Una vita tranquilla - il Festival du Cinéma Italien d'Ajaccio nel 2008 come miglior attore per Il Divo.

E' il teatro la sua prima e vera passione dove nasce e cresce professionalmente. Respira già da piccolo, in famiglia, l'intenso amore per la tradizione teatrale. Sul palcoscenico si muove come autodidatta, iniziando fra le quinte del palco dell'oratorio salesiano vicino a casa.Vive gli anni della contestazione studentesca nel settanta partecipando alla fondazione del Teatro Studio di Caserta, allestendo sia in  Italia che in Europa diversi spettacoli fino al 1984.  Nel 1986 entra a far parte del gruppo teatrale 'Falso Movimento' fondato dal regista Mario Martone, con il quale darà vita alla compagnia 'Teatri Uniti', realtà con la quale in veste di  attore e regista creerà un filone di spettacoli con una forte matrice napoletana come Partitura (1988) e Rasoi (1991) di Enzo Moscato. I riconoscimenti in teatro non tardano e del suo stile colpisce soprattutto la costante ricerca di nuovi linguaggi: nel 1986 riceve il primo premio Gennaro Vitiello per Guernica, da lui scritto, diretto e interpretato. Nel 1989 e nel 1991 partecipa agli spettacoli Ha da passà 'a nuttata e L' impero della ghisa di Leo de Berardinis. Sua anche  la direzione de Il Misantropo (1995) e Il Tartufo di Molière. Il debutto come regista nel teatro musicale è targato 1999 con La cosa rara di Martin y Soler, per La Fenice di Venezia, seguito da Le nozze di Figaro di Mozart, Arianna e Naxos di Richard Strauss, Fidelio di Beethoven e L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini. A teatro ottiene un grande successo curando la regia della rivisitazione dell'opera Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo: quattro stagioni intense che a partire dal 2002 lo porteranno in tutta Europa facendo man bassa di premi. E' ancora il teatro a regalargli nel 2013 il successo ottenendo il premio  Le Maschere del Teatro italiano nelle categorie miglior spettacolo in prosa (Le voci di dentro), come miglior regia e miglior attore protagonista. E' nel 1991 che il cinema lo scopre.  Mario Martone, un caro amico e collega, esordisce nella regia cinematografica e gli affida una parte nel suo film Morte di un matematico napoletano, che suscita da subito grande attenzione e viene premiato a Venezia con la menzione speciale della giuria. Se con Martone la collaborazione proseguirà con l'impegno in altri due film - Rasoi nel 1993 e Teatro di guerra nel 1998 - a regalare la celebrità all'attore è il sodalizio con il regista Paolo Sorrentino, che affida a  Servillo personaggi dai colori intensi:  un vero caleidoscopio che si srotola fra l'ordinario estremo e l'eccentricità straordinaria.
  L'esordio del rapporto professionale è datato 2001 con L'uomo in più ma il vero successo per il sodalizio artistico è del 2005 con  Le conseguenze dell'amore, che regala a Servillo il David di Donatello come miglior attore protagonista e un Nastro d'argento.

“Il fatto di essere diventato famoso in tarda età, oltre i 40 anni, significa avere avuto il tempo di sviluppare una forma di antidoto verso la celebrità comunemente intesa – spiega lo stesso Servillo -. Ho potuto fare i conti con la parte peggiore di me, quella più giovane, quella piena di grilli per la testa. Quando, poi, è arrivata la fama, ero immune. Credo che diventare famosi da giovani sia una delle disgrazie più grandi che possano capitare”.Servillo torna al cinema nel 2008 con un triplo successo:  La ragazza del lago diretto da  Andrea Molaioli, che permette all'attore di mettere in bacheca un David di Donatello come miglior attore protagonista, la straordinaria interpretazione nelle pellicole  Gomorra di Matteo Garrone e Il Divo di Sorrentino premiati dalla giuria al Festival di Cannes, per i quali all'attore viene assegnato l'European Film Award come miglior attore. Il Divo, in cui l'attore interpreta magistralmente il politico Giulio Andreotti, regala all'attore il terzo  David di Donatello come miglior attore protagonista.
La carriera cinematografica prosegue in un autentico succedersi di successi. Nel 2010 è il turno di Una vita tranquilla, in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, che gli consente di ricevere il  premio come migliore attore. Sono molti i grandi registi che ne apprezzano la versatilità e la bravura e dopo Sorrentino è la volta di Daniele Ciprì nel 2012 con È stato il figlio, e Marco Bellocchio nel film La Bella addormentata.
Se a teatro continua ad ottenere il tutto esaurito, ad ognuna delle centinaia di repliche delle sue interpretazioni, è l'affinità elettiva con Paolo Sorrentino che gli regala l'ennesimo successo con il ruolo di Jep Gambardella ne La grande bellezza,  film vincitore di numerosi premi tra cui il Golden Globe e l'Oscar al miglior film straniero nel 2014. Un Oscar che deve molto all'interpretazione di Servillo, e ha decretato nel mondo la sua grandezza di attore.

Vitaprivata

Toni Servillo, nato in provincia di Napoli, ha vissuto i primi quattro anni della sua vita ad Arquata Scrivia, paesino dell'Alessandrino in Piemonte, per poi trasferirsi  a Caserta dove vive dagli anni sessanta e da cui non riesce e non vuole staccarsi.Cresciuto in collegio Toni sale per la prima volta su un palco alla vigilia della maturità classica, portando il testo di Bertolt Brecht "Le visioni di Simone MachardE' sposato con Emanuela Lamanna, professoressa, e ha due figli, Eduardo nato 1996 e Tommaso nato nel 2003, ed è fratello del cantante, attore, compositore e sceneggiatore italiano Peppe Servillo, voce degli Avion Travel. Il 30 aprile del 2014 al Maschio Angioino, alla presenza anche di numerose personalità del mondo culturale e dello spettacolo cittadino, a Toni Servillo è stata conferita la cittadinanza onoraria di Napoli.
Il 28 febbraio 2015 l'attore ha ricevuto nell'Aula Magna di Santa Lucia dell'Università di Bologna, la laurea ad honorem in Discipline della Musica e del Teatro


Foto by: Getty Images

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  • Filmografia

    La filmografia di Toni Servillo

    Cinema:

     

    • 1992 Morte di un matematico napoletano, regia di Mario Martone
    • 1993 Rasoi, regia di Mario Martone
    • 1997 I vesuviani (episodio La salita), regia di Mario Martone
    • 1998 Teatro di guerra, regia di Mario Martone
    • 2001 Come un eroe del novecento, regia di Francesco Saponaro - cortometraggio
    • 2001 L'uomo in più, regia di Paolo Sorrentino
    • 2001 Luna rossa, di Antonio Capuano
    • 2004 Le conseguenze dell'amore, regia di Paolo Sorrentino
    • 2004 Notte senza fine, regia di Elisabetta Sgarbi
    • 2005 Incidenti, voce narrante, regia di Miloje Popovic, Alos Ramon Sanchez e Toni Trupia )
    • 2005 Sabato, domenica e lunedì, regia di Paolo Sorrentino - film TV
    • 2007 La ragazza del lago, regia di Andrea Molaioli
    • 2007 Lascia perdere, Johnny!, regia di Fabrizio Bentivoglio
    • 2008 Gomorra, regia di Matteo Garrone
    • 2008 Il divo, regia di Paolo Sorrentino
    • 2010 Gorbaciof, regia di Stefano Incerti
    • 2010 Noi credevamo, regia di Mario Martone
    • 2010 Una vita tranquilla, regia di Claudio Cupellini
    • 2010 Tre destini un solo amore (Un balcon sur la mer), regia di Nicole Garcia - doppiato da Stefano De Sando
    • 2011 Il gioiellino, regia di Andrea Molaioli
    • 2012 È stato il figlio, regia di Daniele Ciprì
    • 2011 L'altro mare, regia di Theo Angelopoulos - incompiuto
    • 2012 Bella addormentata, regia di Marco Bellocchio
    • 2013 Viva la libertà, regia di Roberto Andò
    • 2013 La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino.

     

    Doppiatore:

     

    • 1987 L'uomo che piantava gli alberi (L'homme qui plantait des arbres), regia di Frédéric Back
    • 2005 Incidenti, di registi vari
    • 2007 Il pianto della statua, regia di Elisabetta Sgarbi
    • 2008 Non chiederci la parola, regia di Elisabetta Sgarbi
    • 2009 L'ultima salita - La Via Crucis di Bernardino Simoni a Cervero, regia di Elisabetta Sgarbi
    • 2009 Deserto rosa. Luigi Ghirri, regia di Elisabetta Sgarbi
    • 2012 Il viaggio della signorina Vila, regia di Elisabetta Sgarbi - cortometraggio
    • 2015 Il piccolo principe, regia di Mark Osborne.

     

    Sceneggiatore:

     

    • 1993 Rasoi, regia di Mario Martone

     

    Curiosità

     

    E' cresciuto in una famiglia piccolo borghese, fra persone che lavoravano alacremente ma sapevano godersi la vita. Il padre aveva molti fratelli e tutti amavano passare molto del loro tempo libero al cinema e a teatro: quindi in famiglia si parlava frequentemente di entrambe le arti. Ha scoperto il teatro guardando le commedie di Eduardo De Filippo in tv, con tutta la sua famiglia. Lui era il più piccolo quindi si sedeva in prima fila. Osservava con attenzione la grande famiglia della rappresentazione teatrale proposta da Eduardo composta dal padre, dalla madre, dai figli, dalla zia sciocca, dallo zio scapolo, dal cugino e da tanti altri personaggi caratteristici, elementi che riscopriva fra i suoi parenti più stretti "Mi giravo a guardare la famiglia che avevo alle spalle. C’erano gli stessi personaggi, gli stessi caratteri descritti sullo schermo. Così capii che guardando il teatro si vedeva la vita” ha spiegato lo stesso Servillo. Il suo primo nome, Marco Antonio, ricorda i fasti del passato. Ma lui è per tutti Toni, sin dalla nascita, da quando la signora Pina, una veneta doc, aiutò la madre a partorire e, vista la stazza del neonato, lo chiamò così. Le sue frasi ... "Il napoletano ha un comportamento sociale recitato, si muove naturalmente tra credere e non credere, mostra un totale abbandono alle cose e contemporaneamente ne prende le distanze. Non è questa l’arte dell’attore? Vivere a Napoli per un attore è nutriente". "Coltivo il piacere dell’abitudine. Non come stanco automatismo, ma come terreno di approfondimento: la ripetizione come esperienza, centrale nel mio lavoro. Si dice sempre che il momento più bello a teatro sono le prove. No, sono le repliche. Perché è nel ripetere che, per progressivi spostamenti asintotici, puoi trovare qualcosa di nuovo in ciò che stai facendo". "Sto in scena duecento sere l’anno. Amo l’essenza antropologica del teatro, godo, ma godo davvero, nel vedere attori russi o danze indiane".

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