THE GHOSTMAKER

  • Uscita: 2011
  • Nazionalità: USA
  • Durata: 91'
  • Genere: Horror
  • Regia: Mauro Borrelli
Cast: Aaron Dean Eisenberg , Liz Fenning , J. Walter Holland , Jared Grey , Domiziano Arcangeli , Jeffrey Damnit , Hans Uder , Wes Aderhold , Ruby Staley , Desmond Lawrence , Ford Austin , Edurne Ganem , Scott Svatos , Chandler Maness , Edoardo Beghi , Naomi Ueno , Matthias Balke , Paul Louis Harrell , Ian Scott Rudolph , Mauro Borrelli , Ed Polgardy , Vin Nucatola , Brad Littlefield
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Kyle è uno studente universitario che divide un appartamento con Sutton, un amico costretto sulla sedia a rotelle, e pulisce cantine per racimolare qualche soldo extra. Durante uno di questi servizi, si imbatte in un'antica bara che attira la sua curiosità. Nonostante l'anziana proprietaria gli intimi di sbarazzarsene al più presto, lasciando intendere che possa essere pericolosa, il giovane decide di lucidarla per poi venderla a qualche antiquario. Mentre la pulisce, Kyle nota un doppio fondo con uno strano meccanismo a orologeria e una chiave che attiva un carillon. Chiedendo aiuto all'amico Marcus, appassionato di storia antica, Kyle scopre che la bara è stata costruita nel XV secolo da Wolfgang Von Tristen, conosciuto come "l'artigiano del diavolo", specializzato in strumenti di tortura e attratto dalla morte e dall'aldilà. I tre amici non resistono alla curiosità: a turno provano a sdraiarsi nella bara e attivano il congegno meccanico. L'esperienza che ne deriva, anche se solo per pochi minuti, è indimenticabile: il loro corpo si smaterializza e vivono una breve e intensa avventura da fantasmi, con tanto di invisibilità e capacità di passare attraverso le porte e i muri. Decisi a sfruttare questa sorprendente scoperta a livello commerciale, vendendo a ragazzi annoiati qualche minuto di estasi extrasensoriale, i tre giovani finiscono per prenderci gusto. Ben presto, si renderanno conto che anche questa nuova droga riserva controindicazioni dagli esiti potenzialmente mortali.
Diretto dal regista italiano Mauro Borrelli, approdato a Hollywood come concept designer dei film di Francis Ford Coppola e Tim Burton, The Ghostmaker ha il retrogusto amaro della promessa mancata. Si presenta come il tipico horror a bassissimo budget, uno di quei film saldamente ancorati alle radici del cinema di genere, un classico "B movie" che sopperisce alla mancanza di mezzi economici con le trovate visive creative di un autore abituato a lavorare sulla forma artistica. Infatti, la fotografia dalle tonalità bluastre contribuisce a suscitare una lugubre atmosfera da teatro degli orrori, che il marchio artigianale del prodotto rinsalda, in un interessante omaggio all'horror italiano degli anni Sessanta e Settanta, in stile Mario Bava.
Le citazioni del genio del male all'italiana, così come il tema da patto col diavolo, avrebbero potuto indurre il regista a spingere sull'acceleratore di un racconto tetro di stampo visionario, innovando, con sguardo rivolto al passato, un genere sempre più spesso annacquato da compromessi con la fantascienza. Purtroppo anche Borrelli cede a una simile tentazione, forse nella speranza di intercettare un gusto più commerciale e mainstream, compiendo però un passo falso, perché le ristrettezze di budget non gli consentono di avvalersi dell'appeal degli effetti speciali su cui punta oggi lo scifi.
Neppure il richiamo ai thriller sovrannaturali per adolescenti, come Final Destination, funziona, perché il meccanismo della suspense, sul quale si incentrano film di questo tipo, si inceppa nei gangli di una sceneggiatura che troppo spesso perde il ritmo, incerta tra input che si preannunciano interessanti ma che sistematicamente non vengono sviluppati. Così, il cattivo non lo è mai abbastanza, la paura è sempre smorzata e il delirio di onnipotenza che si impossessa dei giovani protagonisti al confine con l'aldilà non è sufficientemente delirante, come invece era in quel Linea mortale di Joel Schumacher abbondantemente citato da Borrelli.
Usare, infine, la diabolica bara per regolare i conti in sospeso con i fantasmi di una vita deludente è un'ottima trovata di sceneggiatura, che il regista spreca nel timore di osare e calcare un po' troppo la mano sulla violenza. Quando, invece, Borrelli ha il coraggio di lasciarsi andare, sbucano personaggi riusciti, come i violenti e degradati - anche nell'aspetto fisico - spacciatori, gli unici autenticamente dark. Peccato che il guizzo di folle depravazione emanato
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