DOPO LA GUERRA

  • Uscita: 2017
  • Nazionalità: Francia
  • Durata: 100'
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Annarita Zambrano
Cast: Barbora Bobulova , Giuseppe Battiston , Orfeo Orlando , Fabrizio Ferracane , Charlotte Cétaire
 
In seguito all'omicidio di un professore universitario in un agguato terrorista, Marco, ex-militante di estrema sinistra condannato all'ergastolo e rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand, è accusato dallo Stato italiano di essere uno dei cervelli dell'attentato e ne viene chiesta l'estradizione. Decide allora di non consegnarsi ma di trovare il modo di fuggire in America Latina con la figlia Viola adolescente. In Italia sua madre, la sorella e il cognato magistrato finiscono al centro dell'attenzione mediatica. Rappresenta sicuramente un elemento d'interesse il fatto che una regista nata nel 1972 decida di dirigere e sceneggiare come sua opera prima nel campo del lungometraggio un film che abbia al centro le ferite ancora non chiuse della lotta armata che insanguinò l'Italia negli anni in cui lei muoveva letteralmente i primi passi. La sua è una lettura che prende le mosse dall'omicidio del giuslavorista Marco Biagi nel 2002 e dalla conseguente estradizione dalla Francia e arresto dell'ex BR Paolo Persichetti. Zambrano decide di leggere la situazione da due fronti: da un lato la famiglia di Marco che vede tornare fantasmi di un passato che pensava di avere se non sepolto almeno esorcizzato. Dall'altro affronta il rapporto tra il BR non pentito e una figlia nata e cresciuta in Francia con cui non ha neanche mai parlato in italiano. In questo confronto risiede l'interesse principale del film più che non nell'analisi di un'epoca e di eventi che solo un Maestro potrebbe sintetizzare nel breve tempo di un film.

Marco è chiuso in se stesso, si è aggrappato alle sue idee, si ritiene una vittima, pensa di avere avuto diritto ad un'amnistia che non è avvenuta e glissa sulla presenza sulla scena del figlio bambino del suo bersaglio di un tempo. Viola (una Charlotte Cétaire che alla sua prima prova sullo schermo regge il confronto con un Battiston incupito al punto giusto) è la nuova vittima di Marco, è colei che paga l'opinabilità della direttiva di Mitterrand. Perché sin da subito sollevò forti perplessità il fatto che uno stato democratico (per di più confinante) potesse sostituirsi alla giurisdizione di un altro stato democratico offrendo immunità a persone ricercate. Ora quella disposizione non è più valida e lei si trova in balia del genitore e della sua trascorsa militanza. Ciò che però indebolisce l'impianto narrativo è il susseguirsi nel finale di colpi di scena che avrebbero guadagnato invece da una più rigorosa selezione.
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