di David Saltuari

Non le manda certo a dire in conferenza stampa
. Ma in fondo nessuno si aspettava un Adriano Celentano impettito e serio a Venezia. Neanche l'austerità di quest'anno della Mostra sembra influenzarlo in qualche modo ed ecco che il Molleggiato ha una parola per tutti: dall'Alitalia ("ho paura che questo gruppo di imprenditori, in cambio del salvataggio dell'Alitalia, vorrano un tornaconto in materie di licenze autostradali e appalti per l'Expo") all'Expo ("faranno a gara a chi vuole piazzare più cemento"). Ma Celentano ha anche parole dolci, soprattutto per i suoi miti cinematografici "Ho molto amato Clark Gable, Fred Astaire e Gene Kelly, mi sono ispirato a loro, c'è sempre qualcuno che arriva prima, basta superarlo".


Dopo aver fatto le gioie della stampa l'imperturbabile Adriano si è concesso con un'inusata (per Venezia, non per lui) generosità al pubblico che si assiepava lungo le transenne davanti al Palazzo del Cinema. In mezzo al tappeto rosso della passerella si è fermato a salutare il suo pubblico e ha accennato alcuni dei passi di danza che gli sono valsi il sopranome di Molleggiato. Non pago di aver entusiasmato i Veneziani ha rotto il protocollo scendendo dalla passerella e andando a firmare autografi e a farsi fotografare dai mille videofonini presenti al Lido. A rimanerne un po chockata è stata la moglie Claudia Mori, che in questo via vai dalla passerella è inciampata nei cavi delle telecamere.


L'esuberanza di Adriano ha messo in ombra perfino la presenza di Valentino Rossi, al Lido proprio per vedere la versione di Yuppi-Du restaurata da SKY. Il motociclista, che altri non è che l'Adriano Celentano delle due ruote (senza voglia di scherzare, stessa battuta pronta, stessa voglia di libertà e una somiglianza per certi versi quasi fisica) ha confessato che si sta facendo una cultura sul cinema italiano degli anni '70 e '80. Ma il suo film, ha ripetuto ieri, continua a rimanere il MotoGP.

Adriano Celentano nel servizio di SKY TG24