di Marco Agustoni

Sessantasette anni e l’entusiasmo di un bambino. Terry Gilliam, nonostante sia perseguitato dalla cattiva sorte, rimane uno dei registi più coccolati dagli appassionati di cinema: lo dimostra l’ampia retrospettiva dedicatagli dal Milano Film Festival, The Imaginarium of Dr. Gilliam, in cui viene ripercorsa tutta quanta la sua carriera, dagli esordi come animatore, passando per gli anni esaltanti con il gruppo comico dei Monty Python, fino agli ultimi film, Tideland compreso. Proprio in occasione della presentazione della retrospettiva, l'organizzazione del festival ci ha dato modo di incontrare mr. Gilliam di persona, e di fare con lui il punto della situazione.

Gilliam è noto soprattutto per le sue pellicole visionarie, le sue battaglie con gli studios cinematografici e per i clamorosi colpi di sfortuna. Dopo il disastro produttivo de Le avventure del barone di Munchausen e il naufragio di The Man Who Killed Quixote, è arrivata la tragica morte di Heath Ledger a riprese di The Imaginarium of Dr. Parnassus ancora in corso. Ed è da qui che si comincia, dal presente, e dal rischio di veder buttato via tutto il lavoro fatto con Christopher Plummer e gli altri protagonisti del film.

“Ci voleva uno specchio magico, per risolvere questo problema”, ha commentato Gilliam, “e, casualmente, ce ne era uno nella sceneggiatura”. Così è stato aggirato l’ostacolo: nella pellicola, il personaggio interpretato da Ledger attraversa a più riprese uno specchio incantato, e ogni volta ne esce mutato. Alternativamente, ad assumere il ruolo di Tony, sono stati Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. Il regista ha inoltre affermato, non senza ironia, di identificarsi con il personaggio che dà il titolo al film, interpretato da Plummer:  “è qualcuno che tenta di ispirare l’immaginazione della gente, ma nessuno gli dà più retta. È un fallito”.


Un'animazione realizzata da Gilliam per i Monty Python

Dopo il presente, viene il futuro. Gilliam non ha ancora rinunciato a un film su Don Chisciotte, ed è finalmente riuscito a riacquistare i diritti sulla pellicola. Rimane ora da vedere quando Johnny Depp sarà disponibile, data la sua fitta agenda, e chi potrà rivestire ora la scalcagnata armatura di Chisciotte, dato che il precedente interprete, Jean Rochefort, ha ormai una certa età. Ma il tempo trascorso dal primo tentativo (risalente al 2000) ha conferito una nuova prospettiva sul progetto, permettendogli così di rivedere numerosi dettagli della sceneggiatura.

Per quanto riguarda invece la sua passata produzione, l’ex Monty Python, nonostante gli alti e i bassi, non rinnega niente: “Non cambierei niente di quello che ho fatto, anche perché molti film sono sfuggiti dal mio controllo. Sono intervenuti il fato e la vita”. Del resto, la dialettica tra intenzioni iniziali e risultato finale è uno dei temi ricorrenti della filmografia di Gilliam. “La realizzazione di ognuno dei miei film rispecchia la mia vita e quello che mi stava accadendo in un dato momento”.


Killer Cars

Non è prevista invece nessuna reunion, almeno al momento, con gli altri Monty Python, che Gilliam frequenta comunque spesso: “Siamo diventati una sorta di dining club”. Ma negli anni scorsi, l’idea di realizzare un seguito de I Monty Python e il Sacro Graal, c’era stata. Si sarebbe dovuto trattare di un Monty Pyhton alle Crociate, con i loro personaggi ormai invecchiati, come del resto loro stessi. E con sé i Python si sarebbero portati le spoglie del loro defunto compagno Graham Chapman, a mo’ di reliquario.

Si passa infine al cinema altrui. Ecco quindi Watchmen, il fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons di cui anni fa Gilliam tentò di realizzare l’adattamento, a cui sta in questo momento lavorando Zack Snyder, regista di 300: “Sono contento di non essere riuscito a fare quel film, perché mentre stendevamo la sceneggiatura era evidente che nel trasporre un’opera così complessa in due ore di pellicola, la stavamo snaturando. Sono curioso di vedere cosa farà Snyder”. Poi aggiunge, ridendo beffardo: “Sono sicuro che in questo momento starà lottando con gli studios, che gli staranno dicendo di tagliare, tagliare, tagliare”. Del resto, chi meglio di Terry Gilliam può capire cosa Snyder stia passando?