Il nuovo film di Spike Lee, nelle sale italiane dal 3 Ottobre, è stato presentato alla stampa in questi giorni. E le polemiche si sono riaccese. Il regista di Fa' la cosa giusta è senza dubbio un regista capace di far parlare di sé. A volte lo fa per per meriti artistici, visto che la sua filmografia è piena di film stupendi, da Lola Darling a Inside Man. A volte per altre ragioni. Per esempio, in questo caso, la presentazione del suo nuovo film Miracolo a Sant'Anna è stata seguita da uno strascico polemico davvero notevole. L'ANPI, l'Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani, ha osteggiato fin dal loro inizio le riprese, svoltesi nel nostro paese con un cast tutto italiano, in quanto il film non rappresenterebbe la realtà dei fatti, snaturando il ruolo dei partigiani e tradendo il racconto della strage di Sant'Anna di Stazzema. Che, sottolineava già ai tempi l'associazione, non fu una rappresaglia come raccontato dal film.

In un intervista a Ciak pubblicata nell'Agosto 2008, Spike Lee si era difeso mettendo in campo la libertà poetica della storia, la cui sceneggiatura (di James McBride) prende soltando spunto dalla cronaca di quei giorni e contiene dichiaratamente elementi di fantasia. E in questi giorni, pizzicato ulteriormente dai giornalisti italiani sulla suddetta polemica, Spike Lee ha dichiarato di non volersi scusare con i partigiani. E utilizzando parole che non proprio concilianti, ha dichiarato "i partigiani non erano amati da tutti gli italiani, dopo le imboscate fuggivano e si nascondevano sulle montagne lasciando i civili alle reazioni dei tedeschi", volendo sottolineare più che altro l'ipocrisia per la quale, secondo il regista, "oggi sono tutti partigiani. Ma all'epoca solo una piccola parte".

Miracolo a Sant'Anna è solo l'ultimo caso di film ambientati durante gli anni della Resistenza a far parlare di sé e a diventare dei veri e propri casi. Il primo fu senza dubbio Roma Città Aperta, diretto da Roberto Rossellini nel 1945. Che alla sua uscita non ebbe molto successo di pubblico, fino alla sua riscoperta nel 1946 dopo il Grand Prix (la ex Palma d'Oro) a Cannes e diversi Nastri d'Argento. Anche i film girati da Carlo Lizzani negli anni '50 (Achtung! Banditi!, Cronache di poveri amanti e Il gobbo) si concentravano su personaggi che si opponevano con forza al nazifascismo.

Moltissimi i titoli italiani che nei decenni successivi hanno affrontato la questione partigiana da questa o dall'altra angolazione, da Kapò di Pontecorvo a La ragazza di Bube di Comencini, da Il conformista di Bertolucci a Una giornata particolare di Ettore Scola, da Salò di Pasolini a La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani. Recentemente, quegli anni hanno dato l'ambientazione a film come La vita è bella di Benigni, I piccoli maestri di Luchetti, Concorrenza sleale di Scola, e Il partigiano Johnny di Guido Chiesa, tratto dal controverso romanzo postumo di Beppe Fenoglio.