di Francesco Alò

Crucciata con la sigaretta, pericolosa con la pistola, creativa col pennello e saffica nella camera oscura quando salta addosso all’amante dell’ex marito. Penelope Cruz ragazzi.
La sua pittrice nell’ultimo film di Woody Allen è la risposta europea ad Angelina Jolie.
Scarlett Johansson? Con degli improbabili capelli giallo canarino, la carnagione bianchiccia e quell’aria da sorella carina di Miss Piggy, l’attrice che trasforma in corpo il concetto romano di “buzzicona” perde 10 a 0 il confronto con la Cruz nel trentasettesimo, e più erotico, film di Mr Allen (Vicky Christina Barcelona). Ma che tra le due non ci sia paragone attoriale è piuttosto evidente. Basta sfogliare le carriere. Anche se il bacio lesbo le unisce, le dividono 10 premi e 10 anni.

La Cruz a 17 già rischiava tutto gettandosi anima e corpo in Prosciutto, prosciutto di Bigas Luna. Quando Jordi Mollà le diceva che il suo seno sapeva di tortillas, ti veniva l’acquolina in bocca. E Scarlett? A 17 anni accennava una fellatio in macchina con Billy Bob Thornton. Risultato? Incidente stradale. Frustrante. A 19 anni la vediamo sfondare con Lost in Translation grazie a delle mutande (titoli di testa) e una parrucca fucsia. Bill Murray nel film è laconico. Lei catatonica. Poi arriva la gara con il suo collega Jonathan Rhys Meyers a chi è meno credibile e ha le labbra più grosse in Match Point. Anche in questo caso si parla tanto della nascita di un nuovo sex symbol quando in realtà non si vede all’orizzonte né il sex né tantomeno il symbol. La Cruz, da Prosciutto, prosciutto, inanella invece una serie di prove di grande personalità tra cui Belle Epoque, La ribelle, Apri gli occhi, Tutto su mia madre e Nessuna notizia da Dio dove è rispettivamente candida, ruvida, dolce, mistica e diabolica. Gli ultimi anni? Penelope respira la brutta aria di Hollywood che non sa valorizzarla. Torna a casa con Almodovar ed ecco la fiera leonessa di Volver, che la fa candidare all’Oscar. Scarlett colleziona dal 2003 una serie di fallimenti tra cui Diario di una tata, Le seduttrici, The Island, Scoop e Black Dhalia in cui dimostra di essere inadatta a tutto: commedia, film in costume, fantascienza e noir.
I giornali continuano a scrivere che è una grande star. C’è qualche dubbio. Premi importanti? Zero. Incassi? Spiccioli. La Cruz, nel frattempo, vince la Palma d’oro a Cannes. Poi si incontrano nel film di Allen. C’è chi ti scioglie con uno sguardo e si concede con tutto il corpo. C’è chi scambia le labbra per lo specchio dell’anima e, come ha detto giustamente Tinto Brass a Francesco Castelnuovo in Sky Cine News, non ci ha mai fatto vedere manco le tette. C’è Penelope Cruz e c’è Scarlett Johansson.     

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