di David Saltuari

Forse per il grande pubblico Michael Crichton resterà per sempre soltanto l'autore che ha ispirato Jurassic Park a Steven Spielberg, eppure lo scrittore di Chicago, scomparso il 4 novembre, ha collaborato a lungo con Hollywood, contribuendo a creare alcuni piccoli capolavori e cimentandosi spesso in prima persona dietro la macchina da presa.

Laureato in medicina è da sempre osservatore attento alla ricerca scientifica Crichton ha sempre avuto la capacità di ipotizzare i peggiori sviluppi che potevano nascere dall'unione tra una finanza costretta, dalle logiche del profitto veloce, a trovare nuovi campi di investimento, e uno sviluppo tecnologico potenzialmente senza limiti. Da ottimo scrittore di fantascienza ha avuto il merito di buttarci in faccia i lati più oscuri della contemporaneità: Jurassic Park non fa altro per portare all'estremo le conseguenze di un industria genetica finanziata da un mercato in cerca di utili facili. I dinosauri possono semprare un paradosso, eppure gli orrori creabili da una genetica al soldo di una finanza senza scrupoli non hanno limiti.

La fame di profitti uniti allo sviluppo scientifico hanno da sempre affascinato e preoccupato Crichton. La facilità di eseguire i trapianti, unita ad ospedali privatizzati e costretti a generare utili, non potrebbe creare un mercato di organi, alimentato da pazienti considerati marginali e dunque sacrificabili. Questo è il tema di Coma Profondo, film scritto e diretto da Crichton nel 1978 che ebbe, tra l'altro, il merito di lanciare Michael Douglas come attore. E la continua ricerca di nuove e distruttive armi, ci può lasciare dormire sonni tranquilli? I laboratori nei quali si sviluppano nuove armi batteriologiche non sono forse un rischio per tutti? I virus non distinguono tra amico e nemico in Andromeda, film di Rober Wise tratto dal romanzo di Crichton.

Crichton ha creato alcuni dei film più amati dagli appassionati di fantascienza. Il parco a tema che si rivolta a suoi visitatori non è nato con Jurassic Park. Già in Il mondo dei robot, piccolo cult del 1973 con Yul Brinner, Crichton ambienta il suo film in un pardo divertimenti in cui gli automi si ribellano ai loro creatori. C'è qualcosa di malato nei visitatori del parco di Crichton. Migliaia di famiglia, apparentemente medie e normali, si affolano per vivere un selvaggio west o in un medioevo popolato da robot. L'idea perversa, che allegia sulla pellicola, è l'impunita di commettere sui robot ciò che non si può fare agli umani. Si va in un Far West finto, in cui provare il brivido di uccidere lo sceriffo, depotenziando in qualche modo il male insito nell'omicidio. Ma, come insegna Crichton, le scorciatoie offerte dalla tecnologia alla fine hanno sempre un prezzo da pagare.

Anche nel piccolo schermo Crichton non ha perso l'abitudine di imporre temi d'attualità. Creando E.R., oltre a rivoluzionare il linguaggio delle serie televisiva, ha portato il dibattito sull'assistenza sanitaria nelle case degli americani. Erano gli anni dell'amministrazione Clinton nei quali Hillary tentò l'introduzione di una riforma. Il progetto fallì, ma E.R. ebbe il merito di mobilitare l'opinione pubblica gettando uno sguardo sulla realtà degli ospedali americani.

Ma Crichton ha usato la sua indubbia qualità di grande narratore anche in temi più leggeri. Sempre nella veste di regista ha diretto Sean Connery e Donald Sutherland in 1855: la prima grande rapina al treno e ha girato con Tom Selleck Runaway (sempre a proposito di robot che si ribellano). Dopo il successo di Jurassic Park molti suoi romanzi sono stati trasformati in film, non sempre portando la loro qualità sul grande schermo. Sol Levante, un interessante ipotesi sull'infiltrazione giapponese nell'economia americana è diventato un onesto film con Sean Connery. Sfera e Congo sono diventati due modesti film che si sono persi qualche buona occasione. Discorso a parte merita Il 13 guerriero, uno dei romanzi meno filmabili di Crichton, trasformato non senza un certo coraggio in un film molto particolare da John McTiernan.

Con Michael Crichton il mondo ha perso uno straordinario narratore, capace di lasciare libero spazio alla fantasia ed esplorare mondi oscuri e spaventosi.