di David Saltuari

Quantum of Solace
(leggi la trama)
Arriva la nuova avventura di James Bond (la seconda che vede protagonista Daniel Craig) e questa volta l'agente segreto al servizio di Sua Maestà si butta in una missione quasi privata per pura vendetta. Dopo che Casino Royale aveva fatto sobbalzare dall'entusiasmo anche i fan più dubbiosi, questo secondo capitolo non sembra raccogliere eguali entusiasmi. Scrive Xanadù che "Il tema della vendetta, strombazzato dal marketing e ripreso pedissequamente da buona parte della stampa internazionale, è solo un vago sottotesto atto a giustificare la nuova tendenza della spia inglese, al pari del latente antiamericanismo e dell’ecologismo, altri pilastri di una trama in effetti un pò stanca." Rincara la dose Kekkoz, che dal suo blog sottolinea: "Il problema principale di Quantum of Solace è che non ci si capisce una beneamata mazza, perché tutti gli sforzi sono protesi a realizzare sequenze d'azione il più cazzute possibili.(...) si può uscire da un film che si chiama Quantum of Solace senza aver capito nemmeno cosa cazzo sia, non dico il solace, ma il quantum?" Unico avvocato del film di Marc Forster sembra essere Gabriele Niola che, pur ammettendo il livello più basso rispetto a Casino Royale ammette che "Quantum Of Solace ha i suoi punti di interesse e soprattutto è un film divertente."


Un gioco da ragazze (leggi la trama)
Il film di Matteo Rovere, un racconto noir di bullismo al femminile, è stato nei giorni scorsi al centro di diverse polemiche in seguito al rischio di beccarsi il divieto ai 18 anni. A causare la decisione sarebbe la "mancanza di redenzione" delle protagoniste. Della cosa ha parlato anche Sandrone Dazieri, scrittore e cosceneggiatore del film sul suo blog personale. Dice Dazieri che qualcuno in questo paese "vuole ridurre anche il cinema a una grande fiction televisiva, dove tutti i sentimenti sono patinati e chi si fuma uno spinello finisce male, dove i poliziotti sono tutti buoni, dove chi ha buon cuore vince e i cattivi vengono sempre puniti. Vuole un cinema dove si possano vedere veline che si tolgono le mutande nel gioco delle corna dei film di Natale, le gare di rutti e peti (queste sì, immagino, educative) ma non qualcosa che racconti un pezzo del nostro presente." Il uscirà alla fine "solo" con il divieto ai 14 anni.

Frontiers
Nuovo horror del genere slasher (quelli dove si uccide e si tortura, per capirci) che va a rinfoltire le fila del genere dopo l'enorme successo di titoli come Saw e Hostel. Il genere sembra ormai un po' abusato e Cinedelia, che l'ha visto in anteprima, non fa salti di gioia: "Insomma, il film non ha certo le carte in regola per diventare un cult. La famiglia cannibale filonazista che anima il suo plot non ha personaggi destinati ad entrare nell’immaginario comune, come è successo alla folle famiglia Firefly di Rob Zombie. Ma allo stesso tempo Frontiers possiede un certo ritmo, che gli consente di procedere senza intoppi lungo una strada caratterizzata da una costante escalation di violenza."

The Burning Plan (leggi la trama)
Il film è l'esordio alla regia di Guillermo Arriaga, già sceneggiatore del film Babel e 21 grammi. Kekkoz, che lo ha visto in anteprima a Venezia ne è rimasto convinto: "un film moderatissimo, corretto, appassionante e a tratti commovente, ne è rimasto insomma un film di Guillermo Arriaga. Senza strapparsi i capelli: ma si era entrati in sala senza alcuna aspettativa, e se n'è usciti più che soddisfatti."

Un altro pianeta
Film a low budget italiano (costato meno di mille euro) incentrato su quattro personaggi borderline che bazzicano una spiaggia per scambisti sul litorale laziale. "Tutto parrebbe banale, un po' appiattito, già macchietta. E invece. E invece l'esordiente regista laureato Stefano Tummolini (...) e l'idea di questo soggetto in testa da anni, riesce sulle prime a coniugare malizia e ingenuità senza voler strafare, consapevole di limiti imposti e pregi nascosti." scrive la redazione di Zabriskie Point. E anche Gabriele Niola conferma: "in altre parti, e anche più in generale, riesce a restituire un senso globale, un sentimentalismo pudico e raffinato che non si sporca nemmeno nella bellissima scena di amplesso finale."