di Paolo Nizza

Laura, il personaggio che interpreta nel settimo episodio di Donne assassine (in onda su Fox Crime giovedì 27 novembre alle 21.55), è incapace di liberarsi dei fantasmi del passato. Ma nella realtà Marina Suma non ama farsi ossessionare dai ricordi. Per questo non è stato facile entrare nella parte, come spiega l’attrice:

“Ho dovuto lavorare molto. Laura non ha niente in comune con me. Ma mi piacciono le sfide. A calarmi nei panni di questa tormentata assassina, segnata dal suicidio del marito, mi ha aiutata molto il regista dell’episodio, Alex Infascelli. E' bravissimo e ha le idee molto chiare."

La serie  indaga sul lato oscuro della femminilità. Dostoevskij diceva non c’è niente di più misterioso del cuore di una donna.
“ Sono d’accordo. In donne assassine viene ribaltato lo stereotipo che nelle Crime Story, la donna sia sempre la vittima. Credo che il mondo femminile sia ricco di sfaccettature, più complicato di quello maschile.  Gli uomini sono più semplici e, per certi versi,  meno interessanti"

Quando uscì il tuo primo film
Le Occasione di rosa, il decano dei critici, Rondi, ti definì "una bellezza autentica, aggressiva, moderna, che unisce una spontaneità ruvida, ma intensa di accenti e modi".
"Mi rispecchio ancora in questa definizione. Credo di avere conservato la mia autenticità, la spontaneità di quegli anni pur essendo una persona che vive nel presente. Per esempio, non parteciperei mai un remake o un sequel di Sapore di mare. Mi sentirei ridicola."

Il regista con cui ti piacerebbe lavorare?
"Apprezzo molto Francesco Patierno che nel 2003 mi ha diretto in Pater Familias, un film che ho trovato bellissimo. Ma il mio sogno e lavorare con Paolo Sorrentino e credo sia il sogno di tutte le attrici italiane."

Meg Ryan ha detto che a Hollywood, per le attrici Over Quaranta non c’è quasi più spazio. E così anche in Italia?
"Sì. Al massimo ti offrono solo ruoli da madre. Superata una certa età in tv o al cinema, le possibilità di scegliere (che già in Italia per un attrice sono poche) si riducono drasticamente."

Per questo hai scelto il teatro?
“A me e sempre piaciuto alternare televisione, film e spettacoli teatrali. Il 19 dicembre debutto con Pene d’amor perdute al teatro stabile di Ascoli per la regia di Stefano Artissunch. E' la prima volta che recito Shakespeare.  Ho trovato molto divertente vestire i panni di una futura regina. La commedia è molto spiritosa, tutta giocata sulle schermaglie d’amore. E’una piece terapeutica che fa bene all’anima."

Sei stata anche testimonial del telefono azzurro
“Sì, amo molto i bambini e ho accettato volentieri di prestare il mio volto per la campagna accendi l’azzurro.

Che rapporto hai con Internet?
"Non sono una grande amante della tecnologia. Sino all’anno scorso quasi non sapevo neanche accendere il computer. Però capisco l’importanza della rete e di come sia bello e  poter comunicare con tutto il mondo in tempo reale. Tant’è che ora ho uno spazio su Myspace dove mi scrivono tanti ragazzi per segnalarmi i loro spettacoli teatrali o le loro produzioni cinematografiche."