di David Saltuari

Il mondo è in pericolo. M e Miss Moneypenny sono preoccupati, il cattivo Adolfo Celi e la sua Thanatos stanno per conquistare il mondo. Bisognerebbe chiamare il nostro eroe, James Bond. Peccato che sia impegnato in un'altra missione. A salvare baracca e burattini ci dovrà pensare suo fratello, Neil Connery.

Non è la trama di un film comico, ma il presupposto di Ok Connery, geniale operazione del cinema italiano di fine anni sessanta. Come già successo con western e poliziottesco, il cinema italiano degli anni sessanta trovò anche per la nuova moda delle spy story una via del tutto personale. Si prende del modelle superiore ciò che ci si può permettere e per il resto ci si arrangia.

In Ok Connery, presentato al Noir in Festival all'interno della rassegna 007 all'italiana, ricompaiono tutti i comprimari degli 007 con Sean Connery: da Bernard Lee (che siamo abituati a vedere nel ruolo di M) fino a Lois Maxwell, l'intramontabile Miss Moneypenny, compreso Adolfo Celi nel ruolo del cattivo di turno. Manca solo Sean Connery, decisamente fuori budget. Al suo posto vediamo il fratello Neil nell'unica interpretazione della sua vita.

La confusione tra interprete e personaggio è totale. Per una questione di diritti il film di De Martino non può mai citare direttamente la propria origine, ma non fa altro che buttarla in faccia allo spettatore. Il personaggio si chiama come il suo interprete, Neil Connery, il nome del fratello non viene mai pronunciato fino in fondo ("parliamo di zero, zero..." - "sì, ho capito, tutti antipatici in quella famiglia"), si citano apertamente le fonti ("leggi troppi libri di Ian Fleming"). Un operazione pop irrestitible, con costumi sgarcianti, tecnologia improbabile, belle ragazze in bikini che ballano senza motivo e musica anni '60 in ogni dove.

Poteva diventare un filone ricco, ma mentre western e poliziottesco riuscirono poi a trovare una loro forma autonoma, tanto da ritornare trasformati sul mercato internazionale, l'avventura degli 007 italiani durò soltanto una stagione. I titoli migliori hanno rivissuto in questi giorni a Courmayeur, grazie alla rassegna loro dedicata: 008 Operazione Sterminio di Umberto Lenzi, Matchless di Alberto Lattuda, Agente S3S Passaporto per L'inferno di Sergio "Sandokan" Sollima e appunto Ok, Connery di Alberto de Martino.
Neil Connery, ospite d'eccezzione del Noir in Festival di quest'anno, non divenne un divo e oggi si compiace di questo ritorno di fama. Qui sotto il trailer del film.