di Paolo Nizza

Sono in tre, ma questa volta si sono fatti in quattro, anzi, in cinque considerando il breve sketch che apre e chiude il film in cui sbertucciano, all’ombra di un Ginko Biloba, la  moda delle filosofie orientali.
Perché come spiega Giovanni, "abbiamo la verità a portata di mano sul comodino di casa ma non sappiamo o non vogliamo afferrarla, e quindi tutto ci sfugge".

Il titolo quindi è un invito a guardare con ironia la realtà che ci circonda, a imparare a ridere  soprattutto di noi stessi, dei nostri vizi. Come accadeva nella commedia a episodi in voga negli anni Sessanta e Settanta.
" D’altronde, rivela Giacomo “ci piacciono Totò, Peppino e Aldo Fabrizi. E con questo film raccontiamo,  con le dovute proporzioni, i "nuovi mostri" che popolano le nostre città. Anche se non amiamo fare satira politica e non facciano nomi e cognomi, mettiamo comunque alla berlina idiosincrasie e difetti della specie umana”.

Come la mania delle partenze intelligenti, protagoniste dell’episodio Milano Beach, dove tra bagagli e automobili fa capolino la ritrovata Luciana Turina nei panni della suocera di Aldo.
Oppure l’ossessione per la paternità che fa sfondo a Temperatura basale con una travolgente Angela Finocchiaro nei panni della Dottoressa Gastani Finzi e Raul Cremona in quelli di un sadico dentista milanista.

Ma come  in ogni film di Aldo Giovanni La fantasia è al potere e spesso pure all’origine della risata. E se l’autobus del peccato è un parodia del noir ambientata in una chiesetta di periferia, tra pesci rossi nell’acqua santiera e statue di santi scambiate per motociclette, Falsi prigionieri è un geniale divertissement in cui i quadri di una pinacoteca si animano.
Un esempio raro per la cinematografia italiana sottolinea il regista del film Marcello Cesena (che ci regale pure un cameo in cornice del mitico Jean Claude di Sensualità a corte) . "Di solito, in Italia,  non si usano effetti speciali per una solo sequenza. E’ stato molto difficile e costoso. Tant’è  che per girarla il produttore del film Paolo Guerra è stato costretto a vendere la casa e ora vive in un monolocale".

Scherzi a parte,  Falsi prigionieri,  è forse l’episodio più originale del film. Tra uno sberleffo ad Harry Potter e una pernacchia a Napoleone, una testimonianza di quanto la vis comica di  Aldo, Giovanni e Giacomo sia capace di trasformare in irresistibili buffoni persino gli austeri e vetusti ritratti di una Pinacoteca.
E la risata, invece di seppellire, risuscita e porta nuova linfa alla commedia all'italiana.

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