di Francesco Chignola

Se c'è un personaggio dei fumetti che è adorato dagli appassionati quanto dalla critica, quello è Wolverine. Creato dalla penna di Len Wein e dalle matite di John Romita Senior per la Marvel nel 1974 (quando apparse negli albi de L'incredibile Hulk), negli ultimi 35 anni James Howlett detto Logan è diventato uno degli eroi, anzi, degli anti-eroi più amati della cultura popolare.

Nel solo 2008 si è aggiudicato il primo posto nella classifica di Wizard dei 200 personaggi dei fumetti di tutti i tempi, e il quarto in quella di Empire. E nelle trasposizioni cinematografiche, che arrivano ora a quattro da quando nel 1994 la 20th Century Fox si aggiudicò i diritti sullo sfruttamento degli X-Men sullo schermo, Wolverine difficilmente avrebbe potuto trovare un volto e un corpo più adatto di quello di Hugh Jackman.

Anche se Logan è canadese, e Hugh è australiano: poco importa. E dopo i primi due bei film diretti da Bryan Singer, e un terzo capitolo ben più debole e disdegnato da molti fan dei personaggi, Jackman è tornato a vestire i panni del guerriero dallo scheletro di adamantio in un film dedicato completamente a lui. E alle sue origini: X Men - Le origini: Wolverine, appunto, nelle sale dal 29 aprile 2009.

Il film ha avuto una lavorazione travagliatissima: basato soprattutto sulle serie Weapon X (creata da Barry Windsor-Smith nel 1991) e sulla rilettura fatta da Frank Miller del 1982, il film è stato riscritto molte volte, anche a causa dello sciopero degli sceneggiatori, e la scelta del regista Gavin Hood è stata portata dalla carenza di registi liberi al momento: doveva dirigere Zack Snyder, occupato però da Watchmen.

Il risultato è un film un po' diverso dal tenore che film come The dark knight e Watchmen ci hanno abituato negli ultimi mesi: insomma, poche manfrine e tanti effetti speciali. Pochi discorsi, molti poteri. Fin dalle prime immagini si capisce che tutto ruota intorno al rapporto conflittuale con il fratello Victor, che diventerà il perfido Sabretooth. Si ritorna quindi a raccontare una storia più comprensibile, fatta di opposizioni semplici, e a lasciare più spazio a uno spettacolo degno dei soldi (parecchi) che sono stati spesi.

Per farla breve: lotte, inseguimenti, esplosioni, effetti speciali. E alla fine, dopo l'apparizione di alcuni futuri X Men come Ciclope ed Emma Frost, regalino e soddisfazione per i fan: ci si ricongiunge alla storia che tutti conosciamo. Ma non vi riveliamo come.

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