di Francesco Chignola

Il Giappone ha conquistato i favori del pubblico di Udine per il secondo anno consecutivo. Al Far East Film Festival, una delle più grandi e affermate rassegne di cinema asiatico al mondo, giunta quest'anno all'undicesima edizione, l'anno scorso vinse Gachi Boy di Norihiro Koizumi, e quest'anno ha infatti trionfato Departures. Questo è solo l'ultimo di una lunga lista di premi vinti dal film di di Yojiro Takita, tra cui l'Oscar come miglior film straniero.

Facile parlare di un trionfo: il film, che viene votato dal pubblico tramite cartoncini da "imbucare" alla fine delle proiezioni, ha totalizzato la schiacciante media di 4,57 in una scala di 5. Lasciando un bel distacco con il secondo classificato,  Scandal makers, una divertente e buffa commedia sudcoreana che ha fatto rumorosamente entusiasmare il pubblico, il cui protagonista è un dj trentacinquenne di successo che scopre di avere una figlia. E di essere anche nonno. Tra gli altri eventi notevoli della rassegna, la proiezione di Love exposure: film-fiume di 4 ore del poeta-regista Sion Sono, un capolavoro a cavallo tra i generi, tra crisi mistiche e ossessioni morbose, siparietti demenziali e commoventi lirismi.

Ma l'attenzione di tutti, alla fine della rassegna, era rivolta ovviamente verso i due film di chiusura. E il Giappone è tornato ancora una volta protagonista: l'attesissima proiezione di Yatterman, diretto dal folle e prolifico regista nipponico Takashi Miike, ha portato nella città friulano centinaia di persone, che hanno fatto registrare il tutto esaurito già giorni prima, e si sono appostate in coda per assistere alla proiezione anche due ore prima dell'orario stabilito. Costringendo i generosi organizzatori a una seconda proiezione fuori programma, nel caso qualcuno fosse rimasto fuori.

Il film di Miike è una versione "in carne e ossa" di un anime molto amato anche nel nostro paese, creato nel 1977 dalla Tatsunoko Productions di Tatsuo Yoshida, e andato in onda in Italia a partire dal 1983 su Rete 4 e negli anni successivi su molte tv locali. Un classico che l'eclettico (ed elastico) regista di Audition ha deciso di riprodurre con una fedeltà impressionante, con un irresistibile misto di malinconia infantile, giocosa e coloratissima, ma mettendo nell'operazione anche molto del suo tocco ambiguo e sottilmente perverso. A dir la verità, non tanto sottilmente.

Anche il secondo film di chiusura ha fatto molto discutere, già prima della proiezione. La direttrice del festival Sabrina Baracetti ha spiegato sul palco che il film, Trouble makers di Cao Baoping, era già nel programma qualche anno fa, ma la sua proiezione all'estero era stata bloccata dalla censura cinese: troppo caustico e troppo feroce nel dipingere la corruzione dei funzionari nelle province cinesi. Come disse qualcuno una volta dalle nostre parti "i panni sporchi si lavano in famiglia".

Ora, dopo anni di schermaglie, il film è finalmente stato proiettato a Udine. E il giovane Cao Baoping è effettivamente una delle più belle sorprese di questa edizione. Non solo per Trouble Makers, ma anche grazie all'altro film presentato dal regista in persona, il suo nuovo (e bellissimo) The equation of love and death. Di cui vi presentiamo il trailer.



Ecco invece il trailer di Departures, il vincitore dell'Audience Award.