di David Saltuari

Tranquilli, mettiamo subito le mani avanti. Se siete dei fan di Star Trek, la serie classica, potete andare tranquillamente a vedere il film di J. J. Abrams. Il creatore di Lost omaggia (e rispetta) l'universo narrativo di riferimento, usando elementi e particolari comprensibili soprattutto dai fan della serie. Tanto per dire, la parola Kobayashi Maru non dirà nulla alla maggior parte del pubblico, ma voi sapete di cosa stiamo parlando. E anche la presenza del capitano Pike (e lo sviluppo della sua linea narrativa, soprattutto nel finale) è un dettaglio che scalderà più di un cuore di fan. Certo, le digressioni rispetto alla continuity ufficiale ci sono, ma vengono risolte attraverso un colpo di teatro narrativo semplice ed efficace.

Tranquilli, mettiamo subito le mani avanti. Se non avete mai visto una sola puntata di Star Trek, potete andare tranquillamente a vedere il film di J.J. Abrams. Si tratta di una spettacolare avventura fantascientifica in grado di unire una spettacolarità mozzafiato con un intreccio ritmato, divertente e appassionante. Anche chi non sa nulla di vulcaniani, si divertirà nello sviluppo del rapporto tra l'imperturbabile Spock e il troppo espansivo Kirk. Star Trek è un pop corn movie godibilissimo, spettacolare e appassionante, divertente, veloce, ritmato e capace di dare aria a tutti i personaggi, dai principali a quelli di contorno.

Tranquilli, mettiamo subito le mani avanti. Se andate a vedere Star Trek solo perché vi piace J.J. Abrams sarete soddisfatti. Lo Slusho, la bevanda che compare in tutte le opere di Abrams, il mostro del pianeta ghiacciato, un lontano parente di quello di Cloverfield, l'uso allegro e spensierato ai paradossi temporali, l'umorismo di Alias, l'approccio consapevole ma non stupidamente citazionista ai generi, non manca nulla di quel misto di classe e nerdagine diventata adulta e seria, che hanno permesso a J.J. Abrams la creazione delle serie e dei film più interessanti degli ultimi anni.

E' insomma, Star Trek è un film in grado di farsi apprezzare dai fan come dai profani, senza dover concedere nulla a nessuno (tranne che ad uno spudorato product placement). Si inventa uno stile capace di pescare tra le migliori suggestioni della fantascienza anni sessanta per proiettarle in un immaginario futuristico e godibile. Solo Abrams ha il coraggio, nel 2009, di mostrare un alieno dalla pelle verde senza dare (troppo) l'idea di modernariato avanzato. L'Enterprise è allo stesso tempo un capolavoro tecnologico e un ammasso di tubi unti e ferraglia ingegneristica. In un'epoca in cui la fantascienza troppo spesso si declina in toni cupi e oscuri, Star Trek è un esplosione di luce, colore ed entusiasmo.

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