di David Saltuari

Il 13 maggio inizia il 62esimo Festival di Cannes, la manifestazione cinematografica più glamour e famosa al mondo. Dopo qualche anno di stanca, il festival francese è tornato nelle ultime edizioni a proporre selezioni degne dei suoi anni migliori. In un programma ricco e ampio non sempre è facile districarsi: i nomi noti non mancano, ma abbondano gli autori ancora da scoprire. Ecco dunque una piccola guida ragionata sui film (qui tutte le immagini) che con molta probabilità faranno più parlare di sè, nella speranza che tra due settimane parleremo di qualcuno che oggi è ancora sconosciuto.

Up: Tocca alla Pixar l'onore di aprire il Festival di quest'anno. Un riconoscimento che corona un percorso, ormai più che decennale, iniziato con Toy Story e che ha portato a rivoluzionare il cinema (e non solo di animazione). Dopo la poesia di Wall-E, la nuova frontiera da conquistare è l'animazione digitale di personaggi completamente umani. E lo fa con questo buddy movie incentrato sulla curiosa amicizia tra un burbero vecchietto e un giovane boyscout, in viaggio in una casa trasportata da palloncini.

Tetro
: mentre tutto il cinema, da Spielberg a James Cameron, si butta nel 3-D, Francis Ford Coppola, il più estremo tra i registi americani degli anni '70 riscopre la propria vocazione classica. "Meno soldi hai, meno pressione subisci, più libero sei di raccontare quello che vuoi" è il pensiero del regista del Padrino e di Apocalipse Now. Tetro, presentato nella Quinzane des Realisateurs, è un racconto famigliare molto intimo, sospeso tra passato e presente, Stati Uniti e Argentina, tra bianco e nero e colori.

Antichrist: Abile provocatore, raffinato cineasta, serissimo giullare, odiatissimo o amatissimo, il regista danese non passa certo inosservato. A Cannes, dove già vinse tra mille polemiche, torna con un horror che lo riporta ai tempi di Kingdom. Charlotte Gainsbourg e Willem Defoe, dopo aver perso un figlio, si ritirano in una casa abbandonata. Qui scopriranno cose dell'altro mondo. In tutti i sensi. Il film esce in Italia il 22 maggio.

Vincere: Marco Bellocchio si conferma ancora una volta uno dei registi italiani più apprezzati all'estero (forse anche più che in patria). La storia della prima amante di Mussolini, madre di un suo figlio illegittimo, rinchiusa e uccisa dal regime fascista in un manicomio, è diventato, involontariamente, d'attualità nel dibattito di oggi su sesso e potere. Impossibile che la cosa non venga affrontata, con conseguenti polemiche, anche in conferenza stampa.

Inglourious Basterds: Sono passati ormai cinque anni da Kill Bill (Death Proof non lo contiamo, era un gioco tra lui e Rodriguez) ed è venuto il momento che Quentin Tarantino torni a stupire il suo pubblico. E questo film a episodi, un omaggio ai b-movie italo americani sulla seconda guerra mondiale, con un cast d'eccezione, sembra fatto apposta per riaccendere la passione tra il regista di Pulp Fiction e i suoi fan.

The time that remains: Elia Suleiman è il più apprezzato regista palestinese. Ironico, grottesco, surreale, paragonato spesso a Buster Keaton, ma capace anche di uno spietato realismo ha vinto nel 2002 il premio della giuria a Cannes con il suo Intervento Divino. Questa volta racconta, attraverso le vicende di Fuan, un membro della resistenza palestinese dal 1948, la storia dello Stato d'Israele dalla sua fondazione ad oggi. Non dovrebbe essere un film strettamente politico e la capacità di Sulleiman di essere poetico senza perdere in lucidità lo candida come uno dei principali pretendendi della Palma di quest'anno. Sicuramente farà parlare di sè.

Looking for Eric: anche se conosciuto soprattutto per le sue storie sociali, il vero talento di Ken Loach è la sua incredibile capacità di raccontare  il personale dei suoi personaggi. I suoi film migliori sono quelli in cui è capace di unire in un unico discorso il politico e il privato. Con Looking For Eric il regista inglese  racconta una storia incentrata su un postino malato, abbandonato dalla moglie e con la vita in crisi. Unica presenza che lo aiuta è il suo mito calcistico, Eric Cantona (interpretato dallo stesso Cantona), che gli appare miracolosametne davanti.

Bak-Jwi
: sono ormai più di dieci anni che il cinema coreano si è affermato come la nuova frontiera della cinematografia mondiale. Film visionari, illuminanti, autori sorprendenti, una capacità di stupire che si fatica a trovare altrove. Unico neo: la mancanza di un grande premio internazionale. Ci prova quest'anno Chan-wook Park, già autore degli splendidi Lady Vendetta e Oldboy con questo film su un prete vampiro. Potrebbe essere uno dei favoriti.

The imaginarium of Doctor Parnassus
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eccolo finalmente, l'ultimo film con Heath Ledger. La favola di Terry Gilliam che vede Parnassus (Christopher Plummer) sfidare il diavolo (Tom Waits) per l'anima della figlia rischiava di non vedere mai la luca a causa della prematura morte di Ledger. Con solo gli esterni girati, il film poteva diventare l'ennesimo fallimento dello straordinario, ma sfortunato, Terry Gilliam. La soluzione ha avuto i volti amichevoli di Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, corsi a interpretare il vuoto lasciato da Ledger. Viste le atmosfere favolistiche del film, la cosa quadra perfettamente anche dal punto di vista narrativo.

Agora: ambientato nell'Egitto romanizato del IV secolo, il film di Alejandro Amenabar (Mare Dentro) racconta lo "scontro di civiltà" tra i primi, fanatici, cristiani e i cultori degli antichi dei. Protagonista è Ipazia, storica matematica e filosofa greca, caduta  vittima monaci fanatici e diventata, nel corso dei secoli, un'icona del libero pensiero. Il film non mancherà di sollevare numerose polemiche.

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