di Francesco Chignola

Forse per via dell'ambientazione romana, ma nel nostro paese Angeli e demoni, il secondo film di Ron Howard tratto da un best seller di Dan Brown dopo il clamoroso successo globale de Il codice Da Vinci, esce prima che in patria. Il 13 maggio da noi, il 15 maggio da loro. Ma qualcuno negli USA ha già avuto l'occasione di vederlo. E la critica americana ha già cominciato proprio in queste ore a far sentire la sua voce a riguardo.

E i timori erano molti, anche perché il Codice, quando uscì nel 2006, venne letteralmente massacrato dalla stampa statunitense, con una percentuale di recensioni negative impressionante, soprattutto da parte dei "guru" della critica. Ancora più impressionante considerato il trionfo assoluto dell'opera stessa sotto il profilo economico e nel gradimento presso il grande pubblico internazionale.

Va detto subito, anche se le voci sono ancora poche, questa volta sembra essere andata un po' meglio. Giusto un po'. Forse anche grazie alla reputazione che Howard ha recuperato con l'ottimo Frost/Nixon. Per esempio su Hollywood Reporter si legge che Howard "riesce a mantenere un buon ritmo per i suoi 139 minuti tirando gli stessi fili ma in modo meno plumbeo che nel film precedente".

Su Variety si legge inveceche Angeli e Demoni è "meno turgido e meno irritante del suo predecessore" e lo si definisce un "melodramma intelligentemente prodotto", mentre su Screen le parole sono ancora più chiare: "Ron Howard fa un lavoro molto superiore nel filmare il primo romanzo di Dan Brown con protagonista Robert Langdon rispetto a quello che fece con quel blockbuster privo di vita".

Anche Comingsoon.net vede nel film "uno sforzo maggiore in ogni senso possibile" rispetto al primo film, anche per via di "materiali di partenza più forti". Pur nel notare un miglioramento sostanziale, è molto meno gentile invece Empire, dove si legge: "molto più divertente di Il Codice Da Vinci, ma ugualmente 'tosh'" - un termine gergale che richiama, sostanzialmente, la spazzatura.

Anche i più critici si accorgono infatti del miglioramento, come David Eldenstein del New York Magazine: "un horror-thriller ben fatto, stiloso, al cardiopalma [...] che grida vendetta al cielo, ma almeno non è stupido". Viste le premesse, è un buon segno.

Sei appassionato di cinema? Scopri come vincere un viaggio ad Hollywood e tanti fantastici premi.