Dopo i vampiri e le sensualità orientali il pubblico di Cannes viene riportato bruscamente nelle più tradizionali atmosfere occidentali dalla regista Jane Campion, che con Bright Star presenta una sua personale interpretazione dei versi del poeta inglese John Keats. "Non è una biografia su Keats ma il racconto di una  meravigliosa storia d'amore", ha voluto precisare la regista  australiana, applaudita oggi dalla stampa, al suo ritorno a  Cannes dopo molti anni, dal '93 quando vinse la Palma d'oro per Lezioni di Piano. "Un libro di Andrew Motion su Keats mi ha  impressionato, mi ha fatto conoscere le lettere che il giovane  poeta scriveva alla sua vicina di casa Fanny Brawne diventata la  sua musa e mi ha rivelato un mondo di emozioni", ha spiegato la  Campion che ha individuato in Abbie Cornish (una piccola Nicole  Kidman, già vista in Elizabeth) e Ben Whishaw (uno dei Bob  Dylan di Io non sono qui), gli "interpreti carismatici" per i  due protagonisti.

Intanto, poco distante, Martin Scorsese portava avanti il suo World Cinema Fundation, la sua fondazione creata con lo scopo di preservare il patrimonio cinematografico mondiale. Proprio qui a Cannes, all'interno della rassegna Cannes Classics, il regista americano ha portato quattro titoli.
"Assisto con emozione - dice - alla proiezione su grande  schermo di un capolavoro assoluto come 'Scarpette Rosse' e non  voglio mancare qualcuno dei miei titoli favoriti, come per  esempio quelli italiani o l'Avventura di Michelangelo Antonioni.  E' un bene che in occasioni come queste, in cui sfila il meglio  del cinema di oggi ci sia attenzione per la memoria perché  senza questa una cultura non sopravvive. In passato abbiamo  visto, ad esempio con la pittura o la letteratura, come  trascurare la tutela di un patrimonio diventi rapidamente  perdita definitiva. Noi ci battiamo per evitare questo, almeno  in parte, nell'arte emblematica del XX secolo. Cambiano gli  spettatori, cambiano i modi della fruizione, ma se riusciamo ad  interessare anche un solo spettatore nuovo su cento abbiamo  cominciato a vincere questa guerra". Il cinema classico  affronta oggi la sfida, secondo Scorsese, delle nuove tecnologie  e delle piattaforme alternative alla sala.
"Niente resta piu' bello del grande schermo - dice - ma  usare internet, i canali tematici, i nuovi ritrovati della  tecnica è cruciale anche per il restauro. Non a caso  collaboriamo con nuovi partner da quest'anno nel mondo del web e  abbiamo a disposizione i migliori tecnici come ad esempio gli  amici della cineteca di Bologna che fanno un lavoro  straordinario di cui anche a Cannes vediamo i risultati".

Scorsese sottolinea come anche per il suo cinema sia  essenziale il confronto con autori ed opere tanto diversi da  lui. "Vedere i film cinesi - per esempio - è per me fonte di  scoperta continua specie nell'uso della luce proprio come  accadde quando ero giovane e scoprii il neorealismo italiano.  Gli autori di domani si confronteranno con la terza dimensione (3D) che ai miei tempi era poco più di un gioco ed ora sta  diventando una forma espressiva. Forse non sarà per me ma sogno di vederla applicata anche a piccoli budget e accessibile a registi indipendenti".


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