Alejandro Amenabar è uno di quei registi che amano le tematiche di un certo spessore. Dopo aver affrontato il difficile tema dell’eutanasia in Mare dentro, vincitore dell’Oscar come Miglior film in lingua straniera nel 2005, lo spagnolo mette in scena il conflitto tra ragione e religione in Agora, dramma storico ambientato nell’Egitto romanizzato del IV secolo d.C., durante i sanguinosi moti derivanti dalla rapida e impetuosa diffusione del cristianesimo tra ampie fasce della popolazione.

Nel mezzo di questi tragici eventi, l’astrologa e filosofa ateista Hypatia, interpretata da una sempre più affascinante Rachel Weisz, cerca di preservare il sapere custodito nella leggendaria biblioteca di Alessandria dalla furia dei fanatici. Al suo fianco, due uomini: l’aristocratico Orestes (Oscar Isaac) e il servo Davus (Max Minghella), combattuto tra l’amore per la padrona e la possibilità di ottenere la libertà unendosi al crescente movimento cristiano.

Agora sarà presentato al Festival di Cannes 2009 fuori concorso. Le prime immagini tratte dal trailer impressionano e fanno ben sperare, ma è probabile che il film si trascini dietro anche numerose polemiche a causa del tema trattato. Detto ciò, Amenabar è un regista che ha sempre realizzato film notevoli, da Tesis fino a The Others passando per Apri gli occhi, che ha poi ispirato Vanilla Sky. La Weisz oltre che bella è pure brava, come ci ricorda l’Oscar vinto per la sua interpretazione in The Constant Gardener. Più di così cosa si può volere, per convincerci ad andare a vedere Agora, che in Italia dovrebbe uscire nel tardo autunno?

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