di Marco Agustoni

Eric Bishop (Steve Evets), postino inglese appassionato di calcio e tifoso del Manchester United, sta attraversando un periodo di crisi. Scaricato dalla moglie e pieno di problemi, un giorno si fuma uno spinello e, d'improvviso, si ritrova a parlare nientemeno che con il suo idolo, l'ex calciatore francese Eric Cantona, noto per il suo temperamento e la sua grinta. Aiutato dallo sportivo, il postino riuscirà a cambiare la propria inconcludente esistenza. È questa la bizzarra storia raccontata da Ken Loach in Looking for Eric, in concorso al 62° Festival di Cannes.

Loach avrebbe scelto Cantona per la forte personalità dimostrata in campo. Ma quello usato dal regista appare un eufemismo, se si considerano alcune uscite di Eric, come quel celebre calcio volante affibbiato nel 1995 a un tifoso del Crystal Palace. Colpi proibiti a parte, l'attaccante francese ebbe il merito di risollevare le sorti di un Manchester United che non vinceva più il campionato inglese dal 1967, portandolo a quattro titoli nell'arco di pochi anni.

Con un vincente come Eric Cantona in squadra, chissà che "coach" Loach non guadagni qualche spanna rispetto agli altri nella corsa verso la Palma d'oro. E chissà che Looking for Eric non sia il passo definitivo verso una nuova carriera per Cantona, che già è comparso in alcuni film, oltre che in un cameo in Elizabeth di Shekhar Kapur. Del resto, già un altro calciatore, il roccioso Vinnie Jones, a partire da Lock & Stock e Snatch di Guy Ritchie si è da tempo brillantemente riciclato come attore cinematografico.

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