di Francesco Chignola

Interpretare il ruolo di Benito Mussolini è una sfida che alcuni attori non sarebbero mai disposti ad affrontare, soprattutto gli attori italiani. Ma molti si sono spinti in quella direzione nel corso dei decenni. I primi interpreti del duce arrivarono mentre ancora si svolgevano le ostilità della seconda guerra mondiale: Joe Devlin in ll miracolo del villaggio e Paul Porcasi in Signorine, non guardate i marinai. Poi giunsero i tempi dello sceneggiato La resa dei conti, in cui Mussolini aveva il volto di Ivo Garrani.

Nei decenni successivi si passò da Mario Adorf ne Il delitto Matteotti all'indimenticabile (e mimetico) Rod Steiger in Mussolini: Ultimo atto e Lion of the desert, da Bob Hoskins in Mussolini e io allo specialista Claudio Spadaro che ha interpretato il ruolo sia in Un tè con Mussolini che nelle serie tv su Maria Josè e su Mafalda di Savoia. Quest'anno arriva l'interpretazione di Filippo Timi in Vincere, unico film in concorso a Cannes, diretto dal sessantanovenne regista piacentino Marco Bellocchio a 44 anni dal suo rivoluzionario esordio I pugni in tasca.

Ma il protagonista di questa storia non è solamente il duce. Infatti Vincere è ispirato alla storia di Ida Dalser, una delle prime compagne di Mussolini, che da lui ebbe un figlio, e che contribuì economicamente alla sua carriera politica. E che poi venne rinnegata dopo il matrimonio con Rachele Guidi, e internata in un manicomio veneziano, dove morì nel 1937. Una vicenda spesso dimenticata, ma che illumina con una luce del tutto nuova, intima e cupa, la storia dell'ascesa politica di Mussolini e le radici fondanti del ventennio.

Questa per Bellocchio è la sesta volta in concorso a Cannes, dopo Salto nel vuoto, Enrico IV, Il principe di Homburg, La balia, e lo stupendo L'ora di religione, che gli valse la menzione speciale della giuria ecumenica nel 2002. Ecco il trailer originale del film


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