di Marco Agustoni

Il giornalista svedese Stieg Larsson, pace all’anima sua, non si sarà goduto molto il successo della sua trilogia poliziesca iniziata con il romanzo Uomini che odiano le donne, pubblicato giusto un anno dopo la sua morte, avvenuta nel 2004. Il libro e i suoi due successori (La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta) sono diventati bestseller in tutto il mondo, arrivando a essere uno dei più grandi casi letterari degli ultimi anni. Ora, dal primo di questi romanzi, è stato tratto un film, una produzione svedese e danese, che uscirà nelle sale italiane il 29 maggio. Un altro successo annunciato? Forse. Ma bisogna tenere conto di uno scomodo precedente.

Correva l’anno 1992. Un altro scrittore scandinavo, il danese Peter Hoeg, pubblicò il thriller Il senso di Smilla per la neve, con cui si guadagnò il plauso della critica e dei lettori. Era nata una stella della letteratura moderna. Nel 1997, però, il regista Bille August decise di girare un film tratto dal romanzo di Hoeg con Julia Ormond e Gabriel Byrne, pensando di andare a colpo sicuro. La pellicola, invece, fu un insuccesso. Nel frattempo, il romanzo di Peter Hoeg La donna a la scimmia veniva accolto con scandinava freddezza da tutti quelli che anni prima avevano amato Il senso di Smilla, tanto che lo scrittore decise di ritirarsi dalla vita pubblica. Hoeg è tornato a pubblicare solo dieci anni dopo, ma il suo libro del 2006 La bambina silenziosa subì la stessa sorte del suo predecessore. L’adattamento cinematografico, nel caso dello scrittore danese, ha portato, come dire… un filo di sfortuna.

Ma torniamo a Larsson e alla sua trilogia. E se ci fosse una sorta di maledizione che colpisce gli scrittori scandinavi e, in caso di uscita di un film tratto da uno dei loro romanzi, ne conduce la carriera verso il baratro? E se anche Uomini che odiano le donne facesse la stessa fine de Il senso di Smilla per la neve? Come dite? Quella di Larsson (la cui carriera, peraltro, è già finita) è innanzittutto una trilogia e ha venduto, nel mondo, oltre dieci milioni di copie, mentre il romanzo di Hoeg ne ha vendute appena la metà? Va bene, ma sono tre libri contro uno. Non finisce qui? Il film tratto da Uomini che odiano le donne ha registrato in Scandinavia incassi da record, racimolando oltre 40 milioni di euro? Beh, quand’è così… Forse ci sbagliamo. Forse. Nel caso, però, che il regista Niels Arden Oplev non venga a dirci che non lo avevamo avvertito: mai girare un film tratto da un romanzo scandinavo. Mai.