di Francesco Chignola

Siamo a Corrèze, fine dell'ottocento. Una bambina viene lasciata davanti a un orfanotrofio. Aspetterà ogni domenica che suo padre venga a trovarla, ma invano: lui è emigrato per potere mantenere lei e i suoi fratelli. Così, da un conflitto con un padre assente, inizia la storia di Gabrielle Chanel, che qualche anno dopo farà il suo esordio sul palco di una bettola con il soprannome di Coco. Qualche decennio dopo, Coco Chanel è diventata una stilista affermata, ancor prima di inventare il famoso profumo "Chanel numero 5".

Il film di Anne Fontaine Coco avant Chanel, in uscita il 29 maggio 2009 nelle sale italiane, come fa intuire il titolo stesso, racconta proprio questo periodo: dalla nascita di una donna alla nascita di un mito che forse ha messo in ombra il suo lato più umano. E in particolare si concentra sulla sua storia sentimentale con il ricco imprenditore Étienne Balsan e con l'inglese Arthur Capel, detto "Boy". Un ménage à trois destinato alla tragedia, dentro cui è scritto il futuro di malinconica solitudine che aspetta, insieme al successo mondiale, Coco.

Per interpretare Coco Chanel è stata scelta Audrey Tautou, in cerca di una rivincita da anni dopo che l'esperienza come protagonista in Il favoloso mondo di Amélie si è divorata un pezzo della sua carriera, relegandola all'eterno ruolo della ragazzina ribelle, sfrontata e presuntuosa. Ma in realtà, anche la sua Coco non si discosta tanto dallo schema, disposta com'è a tutto, pur di essere una donna indipendente in un mondo dominato dagli uomini, pur di imporre il suo stile rigoroso, androgino ed essenziale su una moda fatta di orpelli, eccessi, e montagne di piume.

Un periodo fortunato, questo, per gli appassionati delle vicende della mitica Coco: nel giro di pochi mesi, è stata interpretata, oltre che dalla Tautou, da Anna Mouglalis in Coco Chanel & Igor Stravinsky, e in un film televisivo del 2008 da due attrici d'eccezione: Shirley MacLaine e Barbora Bobulova. Sarebbe un bel gioco fare il confronto tra queste professioniste: chi l'ha incarnata meglio?

Quello che è certo è che la Taotou, nella sua Chanel, ha impresso molto di sé e della sua personalità d'attrice. Se questo sia un bene o un male, lo giudicherete voi, assistendo al film.

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