di David Saltuari

Sono passati ormai 14 anni dal primo Toy Story, all'epoca piccolo e coraggioso film in animazione digitale realizzato dalla Pixar e distribuito dalla Disney. Da allora ne sono passati di pixel sopra i monitor: l'animazione digitale ha soppiantato la classica animazione fatta partendo dai disegni cambiando il cinema tout-court, i cartoni animati hanno conquistato anche il pubblico adulto e, last but non least, la Pixar si è "mangiata" la Disney, diventando una delle case di produzione più all'avanguardia.

Da allora alla Pixar hanno sfornato storie su insetti coraggiosi, mostri paurosi, automobili che parlano, supereroi in crisi d'identità, pesciolini in cerca di una famiglia, topi che sognano di diventare grande cuochi e robot innamorati. Ora, quasi a voler coronare questa piccola rivoluzione copernicana nel mondo dell'animazione, la Pixar realizza il terzo episodio di Toy Story.

Sì, perché la grande rivoluzione della Pixar non è stata (solo) tecnica. Quando nel 1995 uscì il primo Toy Story il pubblico scoprì anche una poetica completamente nuova. Toy Story non era solo stupefacente nelle immagini. Era, ed è, una bellissima storia, in grado di entusiasmare i più piccoli e di commuovere i più grandi. Le vicende di Buzz e Woody, i due giocatoli in gara per l'amore del bambino a cui appartengono, ma anche consci che il destino di ogni gioco è finire in uno scatolone con la fine dell'infanzia, conquistò tutto il mondo.

Il terzo film, che uscirà nelle sale americane il 9 ottobre del 2010 (e speriamo non tanto più tardi da noi) racconterà alla fine il destino Buzz, Woody e tutta la banda di giochi, dopo che Andy, il loro padrone, ormai cresciuto parte per il college. Come sempre, ironia e malinconia restano la cifra stilistica della Pixar.

Qui sotto il trailer (cliccate qui, invece, per i link alla versione in quicktime)



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