di Marco Agustoni

Ai più, in Italia, il nome di Adam Elliot non susciterà alcuna reazione. Ma questo giovane regista australiano ha già al suo attivo un premio Oscar, ricevuto nel 2004 per il cortometraggio d'animazione Harvie Krumpet, un piccolo capolavoro realizzato in plastilina (la tecnica con cui sono fatti i film dei popolari Wallace & Gromit, per intenderci). Elliot ci ha messo cinque anni per completare con pazienza certosina il suo primo lungometraggio, Mary and Max, presentato quest'anno al Sundance Festival, al Festival di Berlino e ora al Festival di Annecy. Dopo aver arruolato Geoffrey Rush come narratore per Harvie Krumpet, il regista ha potuto contare ora sulla collaborazione di doppiatori d'eccezione come Philip Seymour Hoffman (Max Horowitz), Toni Collette (Mary Daisy Winkle) ed Eric Bana (Damien).

Mary and Max si inserisce pienamente nel solco del cortometraggio che lo precede, sia da un punto di vista narrativo, nell'affidarsi a una voce narrante onnipresente e nell'alternanza di momenti commoventi e gag fulminanti, che dello sviluppo dei personaggi. Mentre il protagonista di Harvie Krumpet soffriva della sindrome di Tourette, il newyorkese Max Horowitz è affetto da quella di Asperger, che lo rende incapace di gestire le emozioni e i rapporti interpersonali e bisognoso di certezze e di rigore. La sua vita tormentata viene sconvolta quando una bambina australiana di nome Mary decide di scrivere a un americano preso a caso dall'elenco telefonico per chiedergli se anche negli Usa i genitori trovino i bambini sul fondo delle pinte di birra, come le ha raccontato il nonno.

Il mondo ordinato di Max è travolto dalle insistenti domande da bambina di Mary, tanto che il pingue omaccione è costretto ad affrontare le sue turbe pur di mantenere l'unica amicizia della sua vita. A sua volta, la ragazzina trova il conforto che il padre con la passione per la tassidermia e la madre alcolista non sono mai riusciti a fornirle, guadagnando la necessaria autostima per diventare adulta. Nel dosare ancora una volta umorismo e commozione, Adam Elliot supera brillantemente la prova del lungometraggio e dà vita a una nuova storia di emarginazione i cui protagonisti riescono, sebbene a modo loro, a trovare una qualche forma di serenità. Mary and Max sarà quasi di certo in lizza per il miglior film d'animazione ai prossimi premi Oscar, dove dovrà probabilmente vedersela con due ossi duri come Up e Coraline. Intanto, il film in Italia non ha ancora una data di distribuzione. Aspettiamo fiduciosi...

Guarda il trailer di Mary and Max