A due settimane dalla fine delle riprese la temperatura sul set di Moana, la fiction prodotta da SKY Cinema e Polivideo, si fa decisamente calda. In una zona di Monte Mario, a Roma, si è ricreata la lussuriosa via Cassia degli anni '80. Da una finestra si vede poco distante il cupolone di San Pietro, mentre in una stanza viene allestito il set dell'appartamento dove Moana organizzava le sue feste con tutto il gruppo di Diva Futura. Divani leopardati, statue tra il kitsch e l'osceno, immagini sacre da barocco seicentesco, segnano questo gioco tra sacro e profano che può esistere solo a Roma. Fuori, intanto, in un giardino lussureggiante, si gira: Violante Placido, pallida come la vera Moana, scende da un taxi, si bacia con il partner e si ferma davanti ad una fontana, mentre la macchina da presa esegue un dolly su di lei.

"E' raro, se non impossibile, trovare in Italia personaggi come Moana. Ti danno sempre ruoli che stanno molto dentro la normalità - racconta Violante Placido - Appena ho letto di questo personaggio l'ho sentito subito mio. Moana aveva un messaggio forte, universale. Un messaggio di libertà, di voglia di essere quello che si è veramente"
Una parte forse insolita per un'attrice altrimenti riservata come la Placido. "In verità in passato ho già fatto scene molto forti: in L'anima gemella di Sergio Rubini ho fatto un nudo integrale. Poi la vita ti porta su strade professionali diverse, perciò quanto mi sono trovata davanti questo personaggio l'ho scelto subito. Fare un servizio per Playboy (clicca qui per vederlo) in quel periodo è stata una coincidenza, ma io credo nelle coincidenze. Lo visto come una conferma. E poi negli ultimi anni sono cresciuta e oggi non ho paura a vivere in pieno la mia femminilità. La vivo meglio anche nel mio privato. Inoltre odio la mia timidezza e ho sempre bisogno di strumenti per combatterla, per non sentirmi chiusa in una gabbia."
Femminile e non volgare. La Placido si infastidisce un po' quando Alfredo Peyretti, il regista, insiste nel dire che alcune scene saranno molto "arrapanti". "Piantiamola con questa parola, che altrimenti si perde il senso di quello che abbiamo fatto".

La Moana di Violante Placido non sarà una macchietta televisiva: "Certo, ho studiato il suo modo di parlare e di muoversi cercando di ricrearlo. Ma noi raccontiamo anche la Moana privata, che nessuno ha mai visto. E lì che ho dato carattere al mio personaggio, una donna dalle grandi fragilità e dalle grandi solitudini, disposta a pagare prezzi alti per essere quello che voleva”. Che non si tratterà di interpretazioni mimetiche lo conferma anche Fausto Paravidino, che nella fiction è Riccardo Schicchi. “Ho letto il suoi scritti e ho anche avuto occasione di incontrarlo, ma non sarà un’interpretazione imitativa. Non lo vuole il regista e poi il mio Schicchi è un personaggio, per questioni anche narrative, in parte di fantasia."

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