di Marco Agustoni

Per parlare di Coraline e la porta magica si può cominciare da un altro lungometraggio d'animazione, ovvero Nightmare Before Christmas. Comunemente attribuita al solo Tim Burton, che ne è in effetti l'ideatore, questa popolare opera dark è stata in realtà diretta da Henry Selick, regista per l'appunto di Coraline, suo primo lungo dopo l'insuccesso di Monkeybone, film con Brendan Fraser che mescolava animazione e live action. Tratto da un racconto di Neil Gaiman, Coraline è stato realizzato come Nightmare Before Christmas animando marionette in stop motion e senza l'aiuto di grafiche digitali. Il film di Selick mutua inoltre dall'opera burtoniana atmosfere cupe, toni dark e personaggi bizzarri, tanto che non stonerebbe affatto all'interno della filmografia del regista di Edward mani di forbice e Sweeney Todd.

Coraline, undicenne inquieta e curiosa, si è da poco trasferita in una casa in mezzo al nulla assieme ai genitori, autori di volumi di giardinaggio in cerca di quiete. Annoiata, comincia a esplorare i dintorni e a far conoscenza con i bizzarri vicini. Una notte, la ragazzina trova una piccola porta che conduce a una versione speculare della casa, in cui i suoi genitori sono gentili e premurosi e tutto quanto sembra corrispondere ai suoi desideri. A differenza dell'universo di origine di Coraline, però, tutti gli abitanti di questo mondo alternativo hanno al posto degli occhi un paio di bottoni, proprio come bambole, e anche alla ragazza sarà chiesto di effettuare questo bizzarro scambio. Messa in guardia da un gatto parlante, Coraline si accorge pian piano che questa realtà alternativa cela una terribile minaccia.

Ineccepibile da un punto di vista tecnico, ben congegnato sul piano narrativo (si fa sentire, qui, la solida struttura del racconto di Gaiman), Coraline è una classica favola gotica dal retrogusto faustiano, approcciata però con uno stile eccentrico e a tratti scanzonato. Molti gli spunti di riflessione, a partire dalla necessità di rinunciare ai propri occhi - ossia a vedere la realtà nella propria concretezza - per poter credere a una vita (almeno all'apparenza) migliore, fino al fatto che un personaggio che nei fatti è una marionetta rischi di diventare un pupazzo. Il film, in uscita nelle sale italiane venerdì 16 giugno, è in concorso al Festival del cinema di animazione di Annecy (dove Selick era già stato premiato nel 1997 con il film James e la pesca gigante) nella sezione lungometraggi, all'interno della quale se la dovrà vedere, tra gli altri, con Mary and Max di Adam Elliot e con Mostri contro alieni.

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