di Marco Agustoni

Venerdì 19 giugno esce nelle sale italiane il film d'animazione realizzato in stop motion Coraline e la porta magica. Nel corso del Festival di Annecy, dove il film è stato premiato nella sezione lungometraggi, il regista Henry Selick ha parlato dell'opera.

Come mai per Coraline ha optato per l'animazione in stop motion, che richiede molto più tempo e pazienza, piuttosto che per quella digitale?
Con l'animazione in stop motion si può sentire la mano dell'animatore, che imprime una forza particolare ai personaggi. È come se l'animatore recitasse attraverso i suoi personaggi.
Coraline è il primo film d'animazione a essere realizzato in 3D stereoscopico.
La scelta del 3D stereoscopico è servita a migliorare la storia, non è stata una scelta casuale o dettata da semplici considerazioni di marketing. Ha dato un maggiore spessore a ciò che veniva raccontato.  Certo, costa di più e ha richiesto uno sforzo maggiore in termini di tempo, ma a quanto pare è stato anche un buono strumento per pubblicizzare il film.
Il livello di dettaglio raggiunto in Coraline, per esempio nelle espressioni facciali, ha fatto pensare a molti che si trattasse di un film d'animazione digitale.
Per i volti dei personaggi abbiamo optato sia per un'animazione meccanica, per cui le varie espressioni erano date dal movimento di ingranaggi, sia dalla tecnica del replacement, che consiste nel sostituire per ogni fotogramma una parte o tutto il volto della marionetta. Per il volto di Jack in Nightmare Before Christmas, invece, dato che si trattava di un personaggio stilizzato, era stato sufficiente il solo replacement. Non abbiamo voluto utilizzare la computer graphic anche nelle scene più difficili perché se no sarebbe sembrato ordinario. C'è già chi lo fa meglio di noi, come la Pixar. Quindi ho voluto che fosse fatto tutto a mano.
Com'è stato trasporre su grande schermo il romanzo di Neil Gaiman?
Ho dovuto portare la mia visione cinematografica all'interno della visione letteraria di Neil. Ci sono un po' di differenze tra il film e il libro, per forza di cose, ma sono stato piuttosto fedele all'originale. Forse, rispetto al libro ho esagerato gli elementi di fascinazione del mondo parallelo di Coraline. Volevo che fosse una sorta di seduzione.
Per Coraline e la porta magica ha lavorato con doppiatori come Dakota Fanning (voce di Coraline) e la "desperate housewife" Teri Hatcher (voce della madre). Che tipo di regista è con i suoi doppiatori?
Come tutti gli animatori sono paziente, per forza di cose: il nostro è un lavoro che richiede una pazienza infinita. Con i doppiatori cerchi un rapporto, anche perché per quanto molti attori pensino che recitare per un film d'animazione sia più facile, dato che non ci sono di mezzo né trucco né costumi, ma solo la voce, in realtà non è un'esperienza facile, perché si devono immaginare tutto quanto.

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