di Francesco Chignola

Sono molti i fattori che suscitano commozione in una storia come quella della malattia e della morte di Farrah Fawcett. Il più incisivo è senz'altro il suo legame con Ryan O'Neal, attore di Love story, suo compagno per quasi trent'anni, ma che non è riuscito mai a sposarla e l'ha vista morire, come in un film. Oppure la sua lotta contro la malattia, che era diventato anche un commovente e coraggioso documentario contro le magagne della ricerca contro il cancro.

Ma senza dubbio il nome e il volto di Farrah erano legati a un intero immaginario, ormai lontanissimo nel tempo ma vivo nei ricordi di molti telespettatori, com'è stato quello delle serie tv americane degli anni '70 e '80. Quando ancora in Italia li chiamavamo "telefilm". Farrah era infatti la protagonista assoluta, per fascino, bellezza e per rilevanza socio-culturale, di uno dei telefilm più popolari di sempre: Charlie's Angels, dove intepretava il ruolo di Jill Munroe.

Ma oltre a Charlie's Angels, che negli USA andò in onda tra tra il 1976 e il 1981 mentre in Italia venne trasmesso per la prima volta (prima di una lunga serie) tra il 1979 e il 1983, la Fawcett aveva prestato il suo volto ad altri telefilm storici come L'uomo da sei milioni di dollari. Il cui protagonista era proprio il suo primo marito, ovvero Lee Majors, con cui rimase sposata fino a quando nel 1982 Ryan O'Neal le rubò il cuore. Finché morte non li ha separati.

Insomma, la Fawcett è stata da sempre identificata, insieme ad altri attori storici come Henry Winkler, Larry Hagman, Sherman Hemsley o il compianto John Ritter, come uno dei volti più esemplari e riconoscibili di un'intera epoca. Che, nel bene nel male, ci ha allevati e fatto compagnia per molti anni. Un'epoca che, con la scomparsa di Farrah, sembra improvvisamente finita, per sempre.

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Provateci, a guardare questa "sigla" senza provare almeno un po' di malinconia.