di Francesco Chignola

Un paio d'anni fa, in un periodo particolarmente felice per la commedia americana grazie allo strapotere del produttore-demiurgo Judd Apatow, un film in particolare ottenne i favori della critica e del pubblico diventando un piccolo caso. Quel film si intitolava Superbad. E nonostante il bruttissimo titolo Suxbad - Tre menti sopra il pelo scelto per la distribuzione nel nostro paese, anche in Italia il film si conquisto la sua bella fetta di ammiratori e di cultori, nella rete e non solo. Il regista Greg Mottola, reduce dei fasti del film con Jonah Hill e Michael Cera, è tornato quest'anno con un nuovo film.

Ma se Superbad si inseriva in un filone abbastanza risaputo, quello appunto delle commedie prodotte da Apatow (tanto che era sceneggiato dal suo attore-prezzemolo Seth Rogen), Adventureland è dichiaratamente un'opera più personale, scritta da Mottola stesso sulla base dei suoi ricordi post-adolescenziali. Il film è infatti ambientato nel 1987 in un parco divertimenti chiamato appunto Adventureland, che è ispirato a un parco in cui Mottola lavorò in quegli stessi anni a Farmingdale, nello stato di New York (anche se il film è stato girato a Pittsburgh).

E la critica ha risposto a questo ritorno con un entusiasmo ancora maggiore. Presentato al Sundance a gennaio 2009, il film interpretato da Jesse Eisenberg e la Kristen Stewart di Twilight (ma con un ricchissimo cast secondario di volti amatissimi dal pubblico americano come i due veterani del Saturday Night Live Bill Hader e Kristen Wiig) ha riscosso un successo impressionante presso la stampa in patria. Per farla breve, Adventureland è piaciuto praticamente a tutti. E ci aspettiamo che piaccia anche a noi, allo stesso modo.

Tra i più entusiasti ci sono Entertainment Weekly e The A.V.Club, ma anche Slate per cui il film "possiede la malinconia perfetta di un classico romanzo per giovani adulti", il Washington Post secondo cui "Mottola riesce a catturare l'assurdità e l'angoscia dei giovani adulti, ma senza mai sacrificare il significato sull'altare del rozzo umorismo" e il Village Voice, il cui critico scrive: "ho visto il film di Mottola già due volte, ed entrambe le volte mi ha ispirato sentimenti di gioia, tristezza, e una profonda bramosia per l'irrecuperabile passato".

Anche Premiere si accoda al treno degli entusiasti, così come il New Yorker e Reelviews che lo definisce "un film tagliente, sagace e affascinante" e il New York Times su cui si legge: "in qualche modo la storia della formazione di un giovane uomo non invecchia mai, almeno quando è raccontata con il genere di dolcezza e di intelligenza che Adventureland presenta". E per l'Austin Chronicle il film è "un fiducioso ritorno a quel tipo di commedia adolescenziale che è divertente senza essere volgare, giovanile senza essere infantile, riflessiva senza bisogno di colpirti sulla testa".