di David Saltuari

La Luna è stata per quasi settant'anni l'ultima frontiera dell'umanità. Un simbolo, visibile ma allo stesso tempo irragiungibile, di tutti i mondi possibili e immaginabili che si possono trovare lì fuori. Scendendo da quelle scalette nel 1969 Neil Armstrong ha fatto fare solo un grande passo all'umanità. Ha dato un calcio al nostro satellite. Con le  fotografie quasi turistiche in compagnia di Buzz Aldrin, ce l'ha praticamente portato nel tinello di casa nostra, svelandone il panorama piatto e un po' noioso. Ha dimostrato che non era abitato da strane e misteriose creature  e lo ha fatto sparire (quasi) per sempre dalle nostra fantasie cinematografiche.

Eppure fino ad allora, da quando il cinema esisteva, la Luna era stata il luogo dell'esplorazione misteriosa per eccellenza. Il cinema, inteso come luogo dell'affabulazione, nasce proprio con il Viaggio nella Luna di George Méliès. Certo, sono i fratelli Lumiere ad averlo inventato tecnicamente, il cinema. Ma è sparando il suo razzo nell'occhio della Luna che Melies inventa il Cinema nel suo senso più ampio, quello con la C maiuscola. Nei suoi quattordici minuti di durata (che potete vedere qui) il regista francese scopre che il cinema può anche mostrare ciò che fino ad allora era solo immaginabile. Picchi vertiginosi, montagne bianchissime e strane creature caratterizzano questo primo, fantastico, viaggio sul nostro satellite.

Non è molto diverso venticinque anni dopo, quando Fritz Lang torna, metaforicamente, sulla Luna con Die Frau im Mond. Un gruppo di esploratori, convinti di trovare l'oro sul nostro satellite, organizza una spedizione di conquista. Più vicini ad Amundsen al Polo  che non a Neil Armstrong, gli astronauti del regista tedesco si accampano in una tenda per proteggersi dal freddo lunare, scalano le montagne con la piccozza e respirano come se fossero a casa loro. Ultima frontiera non solo fisica, per Lang la Luna è il luogo dove la vera natura dell'uomo emerge. Trovato l'oro, l'avididità dei membri dell'equipaggio porterà ad un fatale scontro. Qui la seconda parte del film che con gli scenari lunari.

Passata la guerra l'idealismo tedesco viene sostiuito dal pragmatismo positivista americano. Nel 1950 con Destination Moon (qui il trailer ) viene raccontato per la prima volta un tentativo plausibile della conquista della Luna. Con tutte le fascinazioni ingegneristiche tipiche della science fiction anni '50 il film, in un rivoluzionario technicolor racconta le varie tappe della missione. Speranza nel futuro, virile cameratismo, spirito d'iniziativa segnano il nuovo passo della Luna al cinema. Ma non per questo la Luna perde il suo fascino tutto terreno. Per molti resta ancora lo scrigno dei nostri desideri più nascosti e nel 1953 esce nelle sale Cat-Women of the Moon, (qui il trailer ). Nel film, uno dei primi in 3D, un gruppo di astronauti, maschi ovviamente, scopre sulla luna una civiltà composta da sole donne. Tutte vestite in tutine molto sexy. E tutte in attesa, dopo secoli di solitudine forzata, di uomini con cui riprodursi. Il successo all'epoca fu enorme. E l'Italia non stava certo a guardare. Nel 1958, con Totò nella Luna, mandavamo sul nostro satellite il principe De Curtis insieme a Ugo Tognazzi, a trovare Sylva Koscina e Sandra Milo. Mentre cinque anni dopo è Maciste che in La regina di Samar, affronta i perfidi Lunari, extratterrestri assetati di sangue di vergini.  Qui l'immmancabile trailer

La data fatidica dello storico sbarco si avvicina, ma pare che tutti abbiano solo voglia di scherzare con il nostro pallido satellite. In Le Mani sulla Luna, di Richard Lester, spassoso sequel di Il ruggito del topo, si immagina che nella lotta tra Stati Uniti e Unione Sovietica la spunti l'improbabile Granducato di Fenwick, uno staterello mitteleuropeo che, grazie ad un razzo a propulsione di vino, è il primo a conquistare il suolo lunare. Cliccando qui l'esilirante, ma molto britannica, scena in cui i fenwickesi danno il benvenuto ad americani e sovietici sulla "loro" luna. Ci pensa Kubrick a ridare alla Luna tutta la sua dignità prima che il suo suolo venga violato dal piede umano. E' il 1968 e in 2001: Odissea nello spazio, in un cratere lunare, viene ritrovato il misterioso monolite. E' solo una piccola, ma intensa, scena, sufficiente però a ridare al satellite un po' del suo perdute mistero.

Il resto poi è storia. Il 20 luglio del 1969 Neil Armstrong scende sul suolo lunare facendo sparire la Luna dai nostri schermi. Tornerà solamente come metafora più o meno poetica, più idea che realtà. per Fellini nel suo ultimo film o in aiuto agli amori tra Cher e Nicholas Cage in Stregata dalla Luna.

E tutto finito. Forse no. A quarant'anni dallo sbarco sulla luna sta per arrivare nelle sale americane Moon, un film di fantascienza indipendente con Sam Rockwell e la voce di Kevin Spacey. Ambientato sul lato oscuro della Luna, racconta di un minatore solitario che, quando mancano due settimane alla fine della sua missione triennale, si trova coinvolto in un mistero dai tratti esistenziali. Qui sotto il trailer.



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