di Paolo Nizza

Da Los Angeles a New Orleans, un viaggio lisergico nell'utopia. A cavallo delle Harley Davidson dai lunghi manubri, Billy (Dennis Hopper) e Wyatt (Peter Fonda) attraversarono le strade perdute dell'American Dream per socchiudere le porte della percezione.
Easy Rider fu il primo film indipendente prodotto da una Major. la Columbia. E fu anche la prima volta che i polmoni degli attori di riempirono del fumo di autentica marijuana.

Easy Rider, costato 400 mila dollari, incassò nei soli Stati Uniti 19 milioni di dollari. E pensare che lo script constava di sole 21 pagine; una sceneggiatura nata da un’idea di Dennis Hopper che propose all’amico Peter Fonda di realizzare una storia con motociclisti, sesso e droga
Privi di qualsiasi esperienza organizzativa, Hopper e Fonda si affidarono soprattuto agli amici comuni per formare il cast.
Durante le 6 settimane di riprese realtà e immaginazione si mescolarono al pari di un trip.
Nella sequenza del bar, girata a Morganza, un villaggio della Louisiana, Hopper volle usare i redneck del posto.
Per provocare autentiche reazioni di odio da parte di quegli attori non professionisti, Dennis penso di bene di raccontare loro di avere appena violentato una ragazza di in paese vicino.
Allo stesso modo nella scena psichedelica ambientata nel cimitero di New Orleans, Fonda parla di sua madre che davvero mori quando Peter era solo un ragazzo.
Persino la colonna sonora nacque in modo casuale. Avrebbero dovuto firmarla Crosby Stills & Nash. Ma dopo aver ascoltato i pezzi suonati da Byrds, Steppenwolf, Jimi Hendrix Electric Brune e The Band, i tre decisero che era impossibile far meglio.
Hopper impiego addirittura un anno per montare il film: la sua versione di oltre 3 ore, tuttavia  era lunga e noiosa.
Easy Rider fu quindi rimaneggiato da Fonda, Jack Nicholson  e dai registi Henry Jaglom e  Bob Rafelson.
Ridotto a un'ora e  e mezza, il film vinse la palma d’oro a Cannes e si aggiudica 2 nomination all’Oscar.
E quella selvaggia cavalcata verso Est a bordo dei Chopper, diventerà il simbolo di un'intera generazione alla ricerca del proprio Mardi Gras.

Certo nel corso del tempo, Dennis Hopper ha cambiato bandiere e votato  per i repubblicani, mentre la pezza a stelle e strisce portata da Wyatt, alias, Capitan America, è finita all’asta.
Ma il film non si è arrugginito come le lamette usate dai poliziotti negli anni 60 per rasare i detenuti capelloni.
Perché ha ancora ragione George Hanson, il sulfureo avvocato beone interpretato da Jack Nicholson quando dice:"Parlare di libertà e essere liberi sono due cose diverse".
Tant’è che nel libro di Ezio Guaitamacchi, Figli dei Fiori, Figli di Satana,  Peter Fonda ipotizza un possibilie sequel di Easy Rider:
Credo che  sarebbe interessante e, forse, porterebbe allo stesso tipo di  domande e riflessioni fatte per il film originale: cosa sta  succedendo oggi al nostro paese? Cosa e' diventata l'America?  Solo perche' oggi gli Stati Uniti hanno un presidente  afroamericano significa che il razzismo e' finito? No...Solo  perche' la maggior parte degli americani e' contraria alla  guerra in Iraq significa che verranno ritirate le truppe?  No...".