GUARDA GLI HIGHLIGHTS CON I GOL DELLA SERIE A!

di Paolo Nizza

Nella patria di Dante e Petrarca, di Mazzola e Rivera, più che cacciatore, l’uomo è calciatore.
Per i miscredenti saranno solo 22 tizi in mutande che inseguono un pallone, ma gli italiani (Churchill insegna) continuano a perdere le partite di calcio come se fossero guerre.
In fondo, come diceva Pasolini “il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo” e poi già Omero parlava di sferomachie. E se i campioni del futbol, hanno ormai sostituito i divi del grande schermo nel cuore, e nel portafogli, di molte fanciulle, il cinema non serba rancore.
Anzi rende omaggio ai "calciattori” e continua a raccontare lo sport preferito dagli italiani.
Certo non è semplice descrivere in 24 fotogrammi al secondo, una disciplina  che ha nella velocità  e nella coralità i propri punti di forza.
Per cui i  film, si soffermano spesso sugli aspetti collaterali del gioco più bello del mondo
Si parla di presidenti  come Tognazzi che rischia sino all’ultimo minuto la retrocessione.
O come Totò, patron del Cerignola che danza sulle note del Calypso Goal, e si gode le Gambe d’oro dei suoi pupilli. Persino l’impiegato del vaticano  Alberto Sordi, folgorato dalla fede calcistica, finisce con l’intonare a squarciagola l’inno del Borgorosso Footbal Club.

Ma quando si tratta di gridare la propria passione la parola spetta ai tifosi: dal Diego Abatantuono, uno e trino di Eccezzziunale Veramente Pippo Franco, laziale e romanista allo stesso tempo per amore del suocero. Si sa, quella del supporter è una vitaccia. Basta guardare Vittorio Gassman ne I mostri
Tuttavia pure gli allenatori non se la passano benissimo. Sia i Mister alla Oronzo Canà seguaci de la bi-zona, sia i catenacciari doc tipo “Il Molosso”, un duro che non vuol saperne dell’uomo in più.

Degli arbitri è meglio non parlare, non foss’altro per non essere ammoniti da Giovanna Ralli che in Il nemico di Mia Moglie non sopporta la giacchetta nera e il fischietto del consorte Marcello Mastroianni. Che poi le compagne dei direttori di gara siano donne particolarmente allegre è solo una calunnia da stadio. A meno che la signora in questione non sia Carmen Russo e il magnifico cornuto Alvaro Vitali. Comunque arbitrare nuoce gravemente alla salute. Per informazioni chiedere a Carmelo Locascio, alias Lando Buzzanca.

Si corrono meno rischi a giocare. Se si è L’inafferabile 12, la porta si trasformerà in una saracinesca. Se, invece,  si è Mezzo destro, mezzo sinistro, il successo in attacco è assicurato. Molto ricercati pure i centravanti di sfondamento, specie se si chiamano Paulo Roberto Cotechino.

Certo, se si superano i confini nazionali, il gioco si fa più duro e si sentono riecheggiare le parole di Bill Shankl: "alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più". Nello svariato panorama internazionale vale la pena di citare Fuga per la vittoria, Febbre a 90, My Name is Joe, per molti critici e cinefili i tre migliori film mai realizzati sul calcio.
Ma il cinema è come la Nazionale . Ognuno ha la sua personale opinione su quali siano i film e i campioni più bravi, completi, meritevoli.
Per cui, in attesa del fischio d'inizio del campionato, godetevi questa videogallery e Buon Campionato a tutti.