L'epico Baaria, firmato dal premio Oscar Giuseppe Tornatore, il thriller La doppia ora di Giuseppe Capotondi, il tris di donne Francesca Comencini (regista), Margherita Buy (protagonista) e Valeria Parrella (autrice del  romanzo da cui il film è tratto) per Lo spazio bianco e Il  grande sogno, affresco sul '68 di Michele Placido, sono il poker italiano in gara per il Leone d'Oro alla prossima Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre).

Già si annuncia il tutto esaurito, con parterre di vip, per il debutto di Baaria (il nome fenicio di Bagheria, città natale del regista), il film di Tornatore, nelle sale dal 25 settembre distribuito da Medusa (come anche i film di Capotondi e Placido), che aprirà il Festival, il 2 settembre 2009 alle ore 19 in Sala Grande. Per il regista è il progetto più impegnativo e grandioso: 25 settimane di riprese tra Tunisia e Sicilia, 28 milioni di euro di budget, 200 attori, più di 1000 comparse, con un cast, che oltre ai due protagonisti, Francesco Scianna e Margareth Madé include, fra gli altri, Monica Bellucci, Michele Placido, Nicole Grimaudo, Vincenzo Salemme, Ficarra e Picone, Nino Frassica, Laura Chiatti, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Beppe e Rosario Fiorello, Raoul Bova, Gabriele Lavia, Donatella Finocchiaro. Un film che attraverso tre generazioni di una  famiglia, racconta un secolo di storia italiana, dall'inizio del Novecento ai giorni nostri. E' già stato definito un capolavoro da Ennio Morricone che ne ha scritto le musiche.

E' una storia tutta (o quasi) al femminile Lo spazio bianco di Francesca Comencini, tratto dal primo romanzo della Parrella,  classe 1974, pluripremiata autrice di racconti. E' in programma alla Mostra l'8 settembre in Sala Grande alle 21.30 e sarà  nelle sale dal 16 ottobre, distribuito da 01. Protagonista  Margherita Buy, nel ruolo di Maria, insegnante ultraquarantenne  appena diventata mamma, che si ritrova imprigionata nell'attesa di portare a casa la figlia Irene, nata al sesto mese di  gravidanza. Per la regista, il film è soprattutto l'occasione, ha detto in varie interviste, di parlare delle donne "guardiane  della vita e di maternità senza retorica, in modo intimo e profondo".

E' ritornato ai suoi 22 anni invece Michele Placido con la storia, in buona parte autobiografica di Il grande sogno, affresco sul '68, alla Mostra il 9 settembre in sala Grande alle  19.30 e nelle sale dall'11 settembre. Nel film Riccardo  Scamarcio è Nicola (ruolo ispirato al regista da giovane), poliziotto arrivato da un paesino pugliese nella Capitale; Jasmine Trinca è Laura, una ragazza ribelle e Luca Argentero è Libero, leader carismatico venuto dal nord. Placido, che torna al Lido a cinque anni dall'accoglienza negativa a Ovunque sei, ha spiegato di aver voluto realizzare "una commedia corale su un periodo tumultuoso, sbandato e divertente".

Resta ancora misteriosa, come si addice al genere, la trama di La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi (già  affermato regista di videoclip), con Filippo Timi e Ksenia  Rappoport. Nel film (il debutto a Venezia è previsto il 10  settembre alle ore 22 in sala Grande, l'uscita nei cinema il 6  novembre) la Rappoport è Sonia, cameriera arrivata in Italia da Lubiana, mentre Timi è Guido, un ex poliziotto che lavora come custode in una villa fuori città. Si conoscono a uno speed date (appuntamenti in cui uomini e donne cercano di conoscersi in pochi minuti), e tra loro nasce subito una profonda intesa, che continua anche dopo la morte improvvisa di Guido. Capotondi, per  Timi "è un regista molto raffinato, deciso, aperto, e un  ottimo direttore d'attori". Mentre della coprotagonista, l'attore dice: "E' una donna da sposare, buona, bella, e intensa".