di Francesco Chignola

Alla fine degli anni '50 in una scuola del Massachusetts viene seppellita una cosiddetta "capsula del tempo": contiene le idee che i bambini hanno del futuro, e andrà aperta soltanto 50 anni più tardi. Cosa che puntualmente accade: solo che una bambina al posto dei normali disegni di astronavi e macchine volanti ha scritto una serie di numeri. Il compito di trovare la chiave toccherà a un professore di astrofisica del MIT, interpretato da Nicolas Cage.

Questa la trama, o meglio la premessa, di Segnali dal futuro (il titolo originale è Knowing), nelle sale dal 4 settembre 2009. Lungi da noi rivelarvi infatti qual è il mistero che si cela dietro i numeri: sappiate solo che il presagio è piuttosto minaccioso. E anche se il protagonista assoluto della produzione è Nicolas Cage, ormai una macchina macina-film (con un ritmo che va da 2 a 5 titoli all'anno), è curioso vedere che dietro la macchina da presa c'è l'australiano Alex Proyas.

Un regista che molti spettatori cresciuti negli anni '90 si ricordano bene: dopo il super-indipendente Spirits of the Air, Gremlins of the Clouds, Proyas ebbe infatti la "fortuna" di ritrovarsi a dirigere un film come Il Corvo. Che divenne immediatamente un oggetto di culto nel momento in cui Brandon Lee, figlio del leggendario Bruce, perse la vita durante le riprese (guarda il trailer). Al successo del film (soprattutto tra un'intera generazione di amanti del dark) seguì Dark City: un film più ambizioso e complesso scritto insieme a David S. Goyer che anticipava ossessioni palesate poi nella trilogia di Matrix.

In questo decennio la sua fama di regista di culto si è un po' acquietata: dopo il ritorno in Australia con il poco visto Garage days, Proyas ha (in parte) abbandonato molte velleità autoriali diventando un regista di blockbuster da 9 cifre. Prima Io, Robot con Will Smith nel 2004 (120 milioni di dollari budget, 350 milioni di incasso) e poi con questo Knowing. Un film costato ben 50 milioni che, sebbene non sia stato accolto proprio a braccia aperte dalla stampa americana, è stato un grande successo - primo al box office e 175 miloni di dollari di incasso.
Scommettiamo che andrà benissimo anche da noi?

Il talento del regista emerge in particolare in una sequenza relativa a un disastro aereo, girata con un lungo e virtuosistico piano-sequenza (e che potete trovare su Youtube).

Se volete qualche rivelazione in più, ecco il trailer italiano: