Guida tv- Scopri quando passa il Satyricon

di Paolo Nizza

Il Satyricon è "un saggio di fantascienza del passato". Così lo definì con un felice ossimoro il regista riminese. D'altronde come disse Sallustio a proposito dei miti: "Queste cose non furono ma sono sempre".
Lanciato con l'ardito slogan "Roma prima di Cristo e dopo Fellini", la pellicola è un viaggio al termine della notte, un'odissea nella suburra, tra nani, matrone, ermafroditi, minotauri, prostitute, poeti, anfitrioni.
Accolto con inusitato entusiasmo da critica e pubblico alla Mostra di Venezia del 1969, il film traspira da ogni fotogramma lo spirito libertario del tempo. Fotografati da Giuseppe Rotunno, amore e morte si inseguono in questo circo psichedelico, sospeso tra la ricerca di nuove forme espressive e la voglia di superare la morale corrente. Mentre l'impero tramonta e Roma brucia nel vizio, la folle passione per l'efebo Gitone, porta gli studenti Ascilto ed Encolpio sulla via dell'eccesso, una strada che, almeno secondo William Blake, conduce al palazzo della saggezza. Non a caso proprio sul set del Satyricon, Fellini conobbe Roman Polanski e tra i due fu amore a prima vista.
Sulle note di Nino Rota, orge e stupri, banchetti e duelli si alternano come le tessere di uno stupefacente mosaico in cui il trivio impera e il frammento regna. Tra un cameo di Alvaro Vitali e uno di Renato Fiacchini, in arte Zero, la vicenda si trasfigura quindi in una sorta di "documentario di sogno". Una infedele, pittorica e lisergica trasposizione dell'opera di Petronio, in cui Fellini tenta di filmare il mistero insondabile di un mondo siderale distante anni luce dal nostro. Si sa che Fellini aveva iniziato a pensare al Satyricon dopo aver sperimentato gli allucinogeni sotto controllo medico. E il film è in parte un omaggio alla contro-cultura beat, una sorta di invito ad aprire le porte della percezione per entrare in contatto con una realtà aliena e chiemrica, come si evince dalle stesse parole pronunciate da Fellini :
"A volte le costumanze del Satyricon cinematografico devono risultare incomprensibili, certi gesti stravaganti nella loro indecifrabilità, smorfie cenni, tic, mosse di cui abbiamo perduto il senso e non sappiamo più a cosa alludono"




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