Venezia 2009, guarda l'album fotografico


di David Saltuari

Ci voleva Matt Damon, protagonista nel ruolo di un idiota al cubo in The Informant di Steven Soderbergh, a riscaldare i cuori dei cacciatori d'autografi che si assiepano da tradizione lungo il tappeto rosso. Ormai sono pochi quelli che tengono i mando il bloc notes e la penna. Certo, un pezzo di carta per l'autografo c'è l'hanno tutti ma la tecnologia ha raggiunto anche loro e preferiscono, alla documentazione cartacea dell'incontro con l'attore, una foto scattata con le loro macchinette o cellulari. I più intraprendenti si piazzano lì già da mezzogiorno, quando il sole picchia ancora duro. I più preparati si portano dietro la scaletta, in modo da poter vedere (e fotografare) meglio. Sono solitari o in gruppo, di ogni età, con una predominanza femminile. Vengono quasi tutti dalle zone limitrofe: Mestre, Jesolo, Chioggia, San Donà; i più intraprendenti da Padova o Treviso. Quasi mai da più lontano. Vengono tutti gli anni con un unico scopo: vedere da vicino i propri idoli e, magari, farsi una foto insieme a loro o strappare un autografo.

Quest'anno però lamentano un po' la scarsezza della materia prima. Sono soprattutto i più adulti, i trentenni e quarantenni che ricordano ancora i fasti degli anni passati, a notare la diminuzione del glamour. “C'erano più americani una volta” dice uno. “Sì, è vero, almeno uno per sera, Tom Hanks, Will Smith, Mel Gibson”. Magari nella memoria le edizioni tendono a confondersi creando l'illusione di un passato più ricco. Eppure è vero che quest'anno mancano i titoli spettacolari che portano i grossi nomi al Lido. Negli anni passati c'era quasi sempre almeno un grande blockbuster, un film di Woody Allen dal ricco cast o l'ultimo Spielberg a portare al Lido qualche stella di prim'ordine. Certo, quest'anno ci sono stati Nicolas Cage ed Eva Mendez. Però il protagonista del film di Herzog non pare riscaldare i cuori dei fan davanti al Palazzo del Cinema. Johnny Depp, Julia Roberts, Brad Pitt sono i nomi che vengono ricordati con più nostalgia e di cui si vanta un autografo o una foto a casa.

E gli italiani? I divi di casa nostra sono molti seguiti ma, spiega una giovane padovana "il problema è che quest'anno li hanno fatti sfilare tutti il primo giorno con Baaria. Erano tanti e li hanno fatto andare avanti veloci. Ce li siamo goduti un po' poco". Sì, ci sono molti personaggi del gossip e della televisione, da Briatore fino a Gabriel Garko, ma la gente viene qui per vedere i personaggi del cinema. Anche Paris Hilton non ha entusiasmato "quella la vedi già dapperttutto" dice un po' sdegnata un'altra cacciatrice di celebrità.

Una signora di Mestre ricorda i bei tempi andati. “Ai miei tempi però era un'altra cosa. Non c'erano tutti questi controlli e noi veneziani giravamo tranquilli per il festival”. Da qualche anno ormai, le zone interne della mostra sono accessibili solo con il pass. “Così era più facile incontrare gli attori anche per strada. Sordi o Manfredi, passeggiavano tranquilli sul lungo mare, scherzavano con noi o giocavano a calcio sulla spiaggia. Non era come oggi, che se ne stanno sempre chiusi in albergo”.

Ma nell'immediato futuro, chi sono i più attesi. Riccardo Scamarcio, che sarà qui venerdì per Il Grande Sogno di Michele Placido continua ad essere il più desiderato. Ma anche Luca Argentero, coprotagonista dello stesso film ha un discreto numero di fan. Clooney? “Si, certo, ma di lui ce l'ho già l'autografo” dice una ragazza. Il povero George è ormai un habitues, qui al Lido, è ha perso tutto il fascino della novità. Intervengono i suoi amici: “Certo che se viene anche la Canalis...”.

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