MOSTRA DEL CINEMA: TUTTE LE FOTO

George Clooney ed Elisabetta Canalis incantano il Lido. LE FOTO


di David Saltuari



Ve lo ricordate il dottor Ross di E.R.? Bello, intelligente, sicuro di sè, un vero macho insomma. E l'agente Bourne di Matt Damon? Senza più memoria ma pur sempre una spietata macchina da guerra capace anche di amare e perdonare. Personaggi ben definiti, campioni dell'universo maschile del cinema, desiderati dalle donne e invidiati dagli uomini. E' ancora così? A giudicare dai personaggi che George Clooney e Matt Damon hanno portato quest'anno al Lido sembrerebbe di no. Forse siamo arrivati al tramonto del macho-machoman a favore del commediante grottesco. Sia l'uno che l'altro, infatti, mettono in scena uomini che fanno a gara a chi è più ottuso, ingenuo e naif e, così come con il Brad Pitt di Burn After Reading, film d'apertura della scorsa edizione della Mostra e personaggio di rara idiozia, il pubblico sembra apprezzare.

In The Man who stare at goats (L'uomo che fissava le capre), George Clooney è un ex soldato che sostiene di aver fatto parte di un reparto segreto dell'esercito americano: i Cavalieri Jedi. Addestrati da Jeff Bridges, un marine convertitosi al movimento hippy, sono in grado di usare poteri psichici, come passare attraverso le pareti o uccidere con lo sguardo le capre. Sarà vero? Nel lungo viaggio su e giù per l'Iraq in compagnia del giornalista Ewan McGreggor il personaggio di Clooney non riesce mai a dare dimostrazione delle sue capacità, pur riuscendo a tirarsi fuori dalle situazioni più improbabili. In compenso pontifica e mischia i cachra, la new age e lo spiritualismo dei figli dei fiori con il duro addestramento dei marines. Con il viso abbronzato e abbellito da due baffetti Clooney dà vita ad un personaggio ridicolo e addorabile che gli permette di mettere in scena tutte quelle grandi capacità da commediante che ne hanno fatto una figura unica nel panorama hollywoodiano.

E non è da meno il Matt Damon di The Informant (guarda il video), manager di una società fraudolenta e informatore per l'FBI. Colpito da un disturbo bipolare, ma segnato soprattutto da una rara ottusità, rischierà più volte di far saltare la propria copertura a causa dei suoi comportamenti irresponsabili e ridicoli. Tra dire alla sua segretaria di cercarlo presso i federali se non risponde al telefono fino a riparare davanti a tutti i suoi colleghi la microspia con cui li sta spiando, il personaggio di Matt Damon si salva solo grazie alla cecità dei suoi stessi colleghi, incapaci di immaginare di essere veramente sotto sorveglianza. Matt Damon dimostra anche lui tutte le sue potenzialità di attore comico, creando un personaggio patetico e ridicolo, perfettamente a suo agio nella veloce commedia firmata da Steven Soderbergh.

A difendere l'onore del machismo vecchio stampo c'è ormai rimasto solo Silvester Stallone, che sarà qui al Lido per presentare il director's cut del primo storico Rambo. Ma il gusto del pubblico sembra definitivamente cambiato a favore di personaggi e attori capaci di mettersi in gioco, di rendersi ridicoli e di fare ridere. Finito il tempo dei sex symbol adrenalinici impegnati a salvare il mondo tocca ora ai commedianti salvarci, seppellendo tutti gli altri sotto una risata.


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Matt Damon spia in sovrappeso in "The Informant!". Il servizio di TG24