di David Saltuari

Cinema, feste e vip: guarda tutte le foto di Venezia 2009

Dopo una settimana di una Mostra incapace di stupire più di tanto è arrivato Lebanon, il film di Samuel Maoz, a raccogliere l'ovazione della Sala Grande. Ambientato all'interno di un claustrofobico carro armato dell'esercito israeliano, il film racconta il primo giorno della guerra del Libano del 1982, visto attraverso gli occhi di quattro giovanissimi carristi alla loro prima vera esperienza militare. Scuro, rumoroso e angosciante Lebanon non fa mai uscire il proprio sguardo al dì fuori delle pareti d'acciaio del carro. Degli avvenimenti esterni sentiamo i rumori e ne vediamo gli scorci dallo spioncino, ma basta questo a mostare tutto il feroce orrore della guerra, il suo sangue, i suoi morti, la sua violenta e feroce fisicità che dilania le carni e fa urlare le madri.

Proprio come Ari Folman, autore di Valzer con Bashir, anche Samuel Maoz è un reduce della prima guerra del Libano. Ha avuto bisogno di venticinque anni per riconcilarsi con quel periodo della vita e, come il suo collega fumettista, ha dovuto usare l'arte e il cinema per elaborare il proprio lutto. In una Mostra che ha scelto l'espiazione come tema dominante di tutti i film in concorso, l'unico film che anziché raccontarla ne è strumento si candida, secondo gli umori del pubblico, a vincere il Leone d'Oro.

L'altro grande favorito della Mostra, fino a questo punto, è l'austriaco Lourdes, sceso ora al secondo posto nei cuori dei festivalieri. Resta però tra le favorite per la Coppa Volpi femminile la sua protagonista: Sylvie Testud, bravissima ad interpretare una ragazza paraplegica che riacquista (momentaneamente?) l'uso del proprio corpo. Sua principale avversaria potrebbe essere Margherita Buy, a lungo applaudita per la sua interpretazione in Lo spazio bianco di Francesca Comencini. Meno chiari, fino ad ora almeno, i potenziali aspiranti per la Coppa Volpi per l'interpretazione maschile. In una mostra che ha dato più luce alle interpretazioni femminili potrebbe spuntarla Sergio Castellitto per il film di Jacques Rivette oppure il francese Roman Duris, protagonista di Persecution di Patrice Chéreau.

Ma i bene informati dicono di aspettare. Nei prossimi giorni passa infatti in concorso Il Grande Sogno di Michele Placido, un film che, sostiene chi l'ha già visto, potrebbe conquistare sia pubblico che critica e aspirare al titolo di campione. E un film, inoltre, che può vantare due potenziali aspiranti al titolo di miglior attore: Luca Argentero e Riccardo scamarcio.