di David Saltuari

A dare fuoco alle polveri ci ha pensato il ministro Brunetta ieri quando, invitando il suo collega Sandro Bondi a tagliare il FUS, aveva attaccato quei registi che secondo lui mettevano in cattiva luce il paese usufruendo di fondi pubblici. Rincarando la dose il ministro aveva aggiunto che al Lido c'è "un pezzo d'Italia molto rappresentata, molto 'placida' e quest'Italia è leggermente schifosa". Michele Placido, che è alla Mostra con un film, in parte autobiografico, dedicato al movimento studentesco del '68, si è sentito chiamare in causa e ha annunciato, attraverso una lettera aperta, l'intenzione di querelare Brunetta. Nel testo il regista, rivolgendosi direttamente al Ministro, scrive: "ha sbagliato persona per questo io la denuncio alla giustizia italiana. Questo signore che lei chiama  Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma  Teatro Tor Bellamonaca gratis da cinque anni, teatro di periferia signor Brunetta e sempre gratis con le risorse di pochi ha creato un teatro in Calabria per bambini in un posto di sangue e di 'ndrangheta".

Placido prosegue: "per quanto riguarda il regista di cinema, i miei ultimi tre film, a proposito di sovvenzioni non ne hanno  avute e hanno incassato 14 milioni di euro più le vendite all'estero. Non voglio dilungarmi sulla mia lunga carriera come  attore con premi internazionali e lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro?  Molti film da me interpretati sono stati candidati all'Oscar, la  serie La Piovra premiata e venduta nel mondo ha fatto incassare alla Rai miliardi di lire sul mercato estero. Non chiedo una  percentuale, ma rispetto." Il regista lucano ha poi aggiunto ""Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e  teatro hanno una funzione civile importante, forse eè questa una colpa? Ho fatto anche l'elogio degli uomini di destra quando era il caso, vedere la storia di Ambrosoli nel film Un eroe borghese. Insomma anche io credo che in Italia bisogna lavorare e fare la propria parte con onestà, come lei. Ma lei la denuncio - prosegue Placido nella lettera aperta - perchè offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro, per questo ci vedremo in tribunale".

Ma quella tra Michele Placido e Renato Brunetta non è l'unica polemica che infiamma l'ultimo giorno di festival. Da Israele è infatti partito un duro attacco al cast del film Lebanon, uno dei favoriti al Leone d'Oro. L'autore teatrale Shmuel Hasfari, un intellettuale di sinistra, se la prende con il cast del film: ""sono parassiti disgustosi e merde" quegli  attori israeliani che dopo aver evitato il servizio militare (tre anni, obbligatori, ndr) si fanno una carriera internazionale proprio interpretando la parte di soldati impegnati in battaglia. E il film di guerra Lebanon ne conta almeno tre: Ittai Tiran, Oshri Cohen e Shmuel Moshonov." Hasfari sta conducendo in patria una campagna per spingere i suoi concittadini ad un impegno il più ampio possibile a favore dello stato, se non attraverso il servizio militare, almeno attraverso il servizio civile. "Quegli attori sono  disposti ad indossare la divisa sul set, ma non a fare il militare davvero. Mi sento ribollire il sangue nelle vene. Non lavorerò mai con alcuno di loro" ha detto l'autore israeliano. La risposta non si è fatta attendere. Uno dei tre attori chiamati in causa, Ittai Tiran, ha risposto a stretto giro: "Mai comunque mi verrebbe voglia di recitare le frasi insulse scritte da Hasfari nelle sue opere teatrali".

Intanto però. in attesa del verdetto della giuria, arrivano i primi riconoscimenti non ufficiali. La critica online ha assegnato il proprio premio, il Mouse d'Oro, a Life during wartime di Todd Solondz. Qui la classifica completa secondo la stampa online.


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