di Francesco Chignola

Il 25 settembre arriva in Italia District 9, il film di fantascienza ispirato alle vicende dell'apartheid sudafricano diretto dal Neil Blomkamp e prodotto da Peter Jackson che ha fatto impazzire il pubblico e la stampa negli Stati Uniti. Un film che è stato notato anche per una sua caratteristica: il modo in cui mescola i linguaggi della finzione con quelli del cinema documentario. Non è la prima volta che il cinema di genere si confronta con tematiche simili (basti pensare a casi recenti come Cloverfield o Rec) ma District 9 rientra perfettamente nei canoni del "mockumentary".

Facciamo un passo indietro: cos'è un mockumentary? Niente di più semplice: si tratta di opere di finzione cinematografica o televisiva che sono costruite come documentari. Capita più spesso che il mockumentary si applichi alla commedia: quello di District 9 è un esempio di mockumentary "serio" (come già fu a suo modo Redacted di Brian De Palma): presenta al suo interno interviste fittizie, immagini riprese da videocamere a circuito chiuso, in pieno stile documentario. Che in questo caso serve a dare maggior forza alla metafora "sociale" su cui si basa il film.

La lista dei mockumentary nella storia del cinema è molto lunga, e alcuni autori e attori hanno costruito sul genere la loro fortuna nelle sale. L'esempio più celebre è Sacha Baron Coen e i suoi due ultimi film Borat e Bruno. Ma i vero cult assoluti del genere sono Zelig di Woody Allen del 1983 e soprattutto un film del 1984 intitolato This is Spinal Tap e diretto da Rob Reiner, prima di Harry ti presento Sally e Stand by me. inedito in Italia ma famosissimo in tutto il mondo, è un credibilissimo (ma del tutto inventato) documentario su una band heavy metal inesistente. Anche se i suoi membri suonano davvero, ancora oggi: anzi, sono in piena reunion.

Uno dei protagonisti di quel film è stato per anni ossessionato dai mockumentary: si tratta dell'attore e regista Christopher Guest, che con questo stile ha girato molti film, quasi sconosciuti da noi: Campioni di razza, Waiting for Guffman, A Mighty Wind, For Your Consideration. Un altro esempio celebre di mockumentary è Forgotten Silver del 1995, diretto da Peter Jackson anni prima della trilogia del Signore degli Anelli, che racconta di un leggendario e dimenticato (perché mai esistito) regista neozelandese.

Curiosamente, in tempi recenti la mania per i mockumentary si è estesa al mondo dei pinguini, con due film girati con lo stile dei documentari: il parodistico Farce of the Penguins (inedito da noi) e il film d'animazione Surf's Up. In tv il mockumentary ha avuto grande successo in questi ultimi anni grazie soprattutto a The Office, sia della versione britannica che di quella americana, giunta ora alla sesta stagione: un modo di reinventare la sit-com strizzando l'occhio all'illusione di realtà che sta facendo scuola. E che sta cambiando molte cose nella televisione USA. Il cinema, se non si fosse capito, non vuole rimanere indietro.

Il trailer di District 9