di Francesco Chignola

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Basta guardarsi intorno e dare un'occhiata a quali sono state le uscite nel cinema d'animazione (e non solo) negli ultimi anni per rendersi conto di una cosa: le tre dimensioni al cinema sono tornate di moda. E quest'anno, dall'uscita di Viaggio al Centro della Terra, il 3-D, che fino a qualche anno fa era dato per spacciato come una curiosità circense d'altri tempi, è tornato prepotentemente a fare il bello e il cattivo tempo nel cinema d'intrattenimento. Chi l'avrebbe detto, quando nel 2003 uscì Spy Kids 3D: Game Over di Robert Rodriguez, che sarebbe stato l'inizio di un tale revival?

Se il numero di titoli è ancora esiguo, la varietà dà un segnale: che il 3-D non è buono solo per i film d'animazione di grande successo come Coraline e la porta magica, Mostri contro alieni (il primo film della storia a essere direttamente animato in formato 3-D e non convertito successivamente) e L'era glaciale 3. Perché nel frattempo ci sono stati anche il 3D horror vecchio stile parco giochi di San Valentino di Sangue e gli impressionanti risultati tecnici sperimentati per i film-concerto dedicati ai ragazzini: quelli dei Jonas Brothers e Hannah Montana. E presto vedremo Avatar, il nuovo atteso film di fantascienza diretto da James Cameron.

In mezzo a tutti questi titoli, spunta una commedia d'azione, G-Force, in sala dal 25 settembre. Tutta particolare, per più motivi. Perché è prodotta dal guru dell'action Jerry Bruckheimer. Perché i protagonisti sono dei porcellini d'India in missione speciale. Perché è il primo film non di animazione che la Disney produce con il suo personale sistema di produzione 3D, chiamato Disney Digital 3-D. Un sistema con caratteristiche ben precise e assai complicate, grazie alle quali il film viene proiettato a 144 fotogrammi al secondo invece che ai canonici 24, sfruttando la persistenza della visione innata nell'occhio umano.

Un sistema che è stato utilizzato per la prima volta nel 2005 per renderizzare il film Chicken little, e applicato poi dalla Disney a diversi film (anche del passato, come Nightmare Before Christmas). Nel 2008 e nel 2009 sono poi usciti i due film-concerto già citati: il primo esperimento del Disney Digital 3-D nel "mondo degli esseri umani". Sempre quest'anno c'è anche la svolta della Pixar: il nuovo Up verrà proiettato anche in 3-D. E adesso tocca ai porcellini d'India di G-Force farci capire se il 3-D funzionerà con i film "live action" tanto quanto con quelli d'animazione.

In ogni caso, l'investimento del reparto animazione della Disney sul 3-D in digitale è fortissimo: sono già una decina i titoli in produzione che sfrutteranno questa tecnologia da qui al 2012. In parole povere, tutti i film della Disney e della Pixar dei prossimi anni, da Raperonzolo a Cars 2. Se pensavate fosse una moda passeggera, dovrete ricredervi. Anche retroattivamente, ancora una volta: nel 2010 e 2011 infatti rivedremo in sala, ringiovaniti dal trattamento 3-D, due classici amatissimi dell'animazione in due dimensioni della Disney nei lontani, lontanissimi anni '90: La bella e la bestia e Il re leone.