di Francesco Chignola

L'arresto di Roman Polanski in Svizzera non poteva non suscitare l'interesse dei media in tutto il mondo, sia per la personalità coinvolta (uno dei maggiori registi europei viventi che ha contribuito molto anche al cinema americano nei suoi quasi 50 anni di carriera) sia perché il mandato di arresto - "per un reato dei meno artistici ed intellettuali, la violenza sessuale su una ragazzina tredicenne" come ha scritto Natalia Aspesi su Repubblica - lo insegue da trent'anni. Da qui il putiferio e la polemica, come spesso accade, tra innocentisti e colpevolisti.

In questo senso, Facebook è come al solito un buon punto di partenza per tastare il polso della rete. E cercando Polanski tra i gruppi sono già diversi quelli che chiedono la sua liberazione (come Free Roman Polanski o un altro gruppo simile, entrambi con già più di 1,500 iscritti): è facile vedere come questa posizione spicchi sull'altra nonostante decine di gruppi-satellite come questo chiedano l'estradizione immediata o la prigione a vita. Su Twitter il nome del regista è sulla bocca di tutti ed è quasi impossibile tenere traccia della conversazione: anche lì comunque la divisione è netta, sebbene l'impressione sia che la maggior individualità dell'opinione espressa in un singolo "cinquettio" favorisca l'opinione colpevolista.

Nel frattempo fanno discutere negli Stati Uniti due posizioni: quella di un prete cattolico che in un articolo sostiene che se Polanski fosse stato un prete sarebbe stato mandato in carcere senza fare storie da una parte, e dall'altra quella dell'attrice Woopy Goldberg che in un'intervista ha dichiarato che quello perpetuato da Polanski non sarebbe stato "uno stupro-stupro", suscitando molte reazioni a sua volta. Ma a scatenare i media è stato soprattutto l'appello di molti colleghi non solo francesi ma anche del cinema internazionale (Woody Allen, Scorsese, Lynch) e persino di casa nostra: Scola, Bellocchio, Placido, Tornatore.

Basta dare un'occhiata ai blog nostrani utilizzando il motore di Blogbabel per vedere che i blogger italiani non l'hanno presa troppo bene, e che in ogni caso vogliono dire la loro: Caporale Reyes per esempio titola con chiarezza "Free Polanski tua sorella", e Solforoso per citarne titola: "Deve essere estradato come qualunque cittadino". D'altra opinione è invece il blog Non ne so abbastanza che dopo un lungo ragionamento arriva alla conclusione che a Polanski dovrebbe essere semplicemente applicata la prescrizione: "tutto si può dire salvo che sia un cittadino men che ligio alle leggi o poco inserito nel tessuto sociale. Certo, rimane l'onta del crimine impunito: ma i trent'anni passati rendono così flebile il legame tra delitto e castigo da non giustificare l'applicazione di una pena quale che sia".