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di Francesco Chignola

Quentin Tarantino conquista la rete italiana: non è una sorpresa, visto che il cineasta è tra i più amati di un'intera generazione di cinefili. Ma se il suo ultimo film Death Proof aveva diviso gli appassionati, Bastardi senza gloria ha ricevuto tra i cineblog un apprezzamento quasi unanime.

Basta dare un'occhiata al post dedicato al film di Tarantino sull'aggregatore Cinebloggers connection, dove si ritrovano molti blog per confrontare le proprie opinioni sui film in sala, per rendersi conto di quanto il film abbia lasciato senza parole i blog più cinefili della rete italiana. O meglio, pieni di parole: e quasi tutte spese per elogiare il film in cui il regista americano reinventa e riscrive la Storia della Seconda Guerra Mondiale mescolando Ernst Lubitsch con Sergio Leone.

Tra i pareri più entusiasti c'è quello di Illustrazioni allegoriche: "Bastardi senza gloria è un film di una maturità incredibile, un western espressionista di guerra, è il frullato di Kill Bill a spasso con la rilassatezza di Jackie Brown, è forse l’opera più completa di Tarantino". Secondo Cinemavistodame Tarantino dovrebbe essere "consegnato di diritto alla Storia del Cinema, in quanto narratore assolutamente innovativo, iper-creativo ed in-catalogabile" e questo è un film "percettivamente interattivo, insomma, dove la storia si narra, solo e completamente, se lo spettatore si estasia".

Secondo Andrea "Contenebbia" Bruni de Il teatro dei vampiri, Tarantino "si concede di evocare i fantasmi di Lubitsch e di Max Ophuls attraverso la magia della Parola, tramutando Sentieri Selvaggi in una sophisticated comedy [...] perché questo è il Cinema, la più grande arma al mondo se data in mano ad un poeta". Per Cinedrome "non andrebbe però mai perso di vista l’aspetto più importante dell’intera faccenda: Tarantino compie questo tipo di scelte divertendosi come un bambino. Sbagliato sostenere che Tarantino 'prende in giro' il suo pubblico. Tarantino gioca con il suo pubblico, cosa ben diversa. Cerca un complice nel suo pubblico".

Anche Percorsi diversi è entusiasta: "un film straordinario, densissimo, questo di Tarantino, che usa il Cinema di genere in modo consapevole e senza barare [...] un western bellico in cui si mescolano una violenza 'esagerata', ironia sfacciata, dilatazione del tempo e riflessioni profonde". E Valentina Ariete di Eyes Wide Ciak lo racconta così: "a metà tra film di guerra, citazione cinefila e parodia, la pellicola è un vero piacere per gli occhi: Tarantino costruisce delle scene spettacolari, di grande maestria, in cui è palpabile tutto il suo grande amore per il cinema".

Per amor della varietà che rende così bella la blogosfera, c'è anche nella "connection" chi storce il naso e frena gli eccessivi entusiasmi: per Tomobiki il film è "un pastiche fumettoso, esagerato e sopra le righe, ricolmo di personaggi psicopatici e non certo per tutti i gusti, che alterna momenti e situazioni esaltanti a clamorose cadute di stile, ma purtroppo anche senza i dialoghi brillanti di un tempo e con alcune caratterizzazioni discutibili" e Coccinema conclude addirittura che "l’operazione, in fondo, riesce ma c’è da chiedersi se non fosse stato il caso di mettere anche un po’ di cinema – vero, non parlato o appiccicato sui muri con delle locandine - prima di far scoppiare l’incendio".

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