di Francesco Chignola

Il 22 gennaio del 2008 Heath Ledger ingerì accidentalmente una dose letale di farmaci e morì. Il film per cui sarà probabilmente ricordato per sempre è Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, che ha contribuito a trasformare in un capolavoro con la sua interpretazione del Joker, e che gli è valso, l'anno successivo, un Oscar postumo come miglior attore non protagonista. Ma il film a cui stava lavorando quando accadde il fatto era Parnassus, diretto da Terry Gilliam: era a metà delle sue riprese. Che sono state completate sostituendo a Ledger tre colleghi di spicco: Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law.

Il film proprio in questi giorni viene presentato al Festival di Roma, prima di arrivare nelle sale il 23 ottobre. Ma quello di Heath Ledger non è il primo caso di una star che non è arrivata a vedere l'uscita nelle sale del suo ultimo film. Che, per ironia della sorte o per costume del pubblico, diventa spesso il segno inviolabile della sua consacrazione.

Impossibile non citare Brandon Lee, forse il caso più famoso di un attore morto durante le riprese: il 31 marzo del 1993 infatti l'attore, per un complicato e malaugurato incidente, fu colpito all'addome da una pistola che doveva essere a salve. Non ci fu nulla da fare. Il film venne completato dal regista Alex Proyas, con il sostegno della madre e della fidanzata del defunto, utilizzando il computer per sostituire il volto del protagonista a quello di una contrifigura. I temi dark del film fecero il resto, e nacque un mito immortale. Curiosamente anche il padre ebbe un destino simile: il leggendario Bruce Lee era morto a 32 anni, il 20 luglio 1973, a causa di un edema cerebrale causato da un farmaco analgesico chiamato Equagesic. Il suo ultimo film Enter the dragon uscì a Hong Kong soltanto 6 giorni dopo la sua morte.


Per molti decenni il 30 settembre fu una ricorrenza luttuosa per i giovani americani: quel giorno, nel 1955, fu il giorno in cui James Dean morì schiantandosi con la sua Porsche 550 Spider sulla statale 46, in California. Aveva 24 anni. Il suo caso è ancora più drammatico se si pensa che, dei tre film che consacrarono la sua leggenda, Dean vide uscire nelle sale soltanto il primo, La valle dell'Eden. Gioventù bruciata uscì il 27 ottobre, meno di un mese dopo la sua morte, e Il gigante uscì quasi un anno dopo. Per il primo e il terzo film Dean ricevette una nomination postuma agli Oscar: era la prima volta nella storia della manifestazione. Ecco la sua ultima intervista:



Anche l'Italia ha una storia da raccontare: quella di Massimo Troisi. Quando morì, il 4 giugno 1994, era già molto famoso nel nostro paese sia per la sua carriera televisiva che per quella di attore e regista cinematografico, apprezzatissimo dal pubblico e dalla critica. Il postino, che iniziò a girare quando era già molto malato di cuore, era la sua grande occasione: e infatti il film guadagnò 80 milioni di dollari in tutto il mondo. Ma lui non vide mai questo successo, né la nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista: Troisi se ne andò infatti soltanto 12 ore dalla fine delle riprese. Ecco la parte finale del film:



La lista è poi infinita. Clark Gable per esempio morì di attacco di cuore, conseguenza di una trombosi coronaria, il 16 novembre 1960, e Gli spostati, una delle due interpretazioni più grandi, uscì nel febbraio 1961. Uno dei casi più recenti e più drammatici è quello di Adrienne Shelly: dopo aver scritto, interpretato e diretto il film Waitress, la regista e attrice venne assassinata durante un tentativo di rapina. Era il 1 novembre 2006: la Shelly non seppe per pochi giorni che il suo film era stato accettato al Sundance Film Festival, dove venne proiettato tre mesi più tardi, per poi uscire nei cinema americani nel maggio 2007. Qui la regista parla del suo film:



Non sempre però i film in questione riescono a essere completati. Il caso più celebre è quello di Something's Got to Give di George Cukor, l'ultimo film di Marilyn Monroe: l'attrice era stata cacciata perché accusata di rendere le riprese impossibili. Arrivò poi la decisione di riabilitarla sul set, ma era troppo tardi: il 5 agosto 1962 morì lasciando il film incompleto. Anche River Phoenix andandosene il 31 ottobre 2003 lasciò un film a metà. Si intitolava Dark blood: il giorno dell'overdose letale mancavano 11 giorni alla fine delle riprese. Questa è la scena in cui Phoenix interpretava la morte del suo personaggio. In un film che non vedremo mai.