di David Saltuari

Un attore generoso. Christian De Sica è generoso nel raccontare se stesso, il suo rapporto con il padre e le sue scelte professionali, nel suo completo donarsi al pubblico e, da qualche tempo, anche nel sostenere con affetto paterno la carriera del figlio Brando. Ne hanno avuto un esempio gli studenti dello Iulm, che hanno assistito alla lezione intervista realizzata dall'attore romano al fianco di Gianni Canova e che andrà in onda su SKY Cinema 1 e 1 Hd il 15 novembre alle 21.

Con compassata eleganza e una certa sorniona complicità Christian De Sica si è aperto nuovamente al suo pubblico raccontando storie e aneddoti di una vita passata al cinema. Dall'altra parte dello schermo, fin dai giorni della sua nascita quando sua madre, Maria Mercader, veniva portata alla stazione di Milano da un preoccupato Memo Benassi. Doveva andare a Roma a partorire, mentre Vittorio girava la scena dei poveri in volo di Miracolo a Milano: "Ho capito veramente chi era mio padre quando ho visto che a Bruxelles, per simboleggiare il ventesimo secolo avevano messo insieme Guernica di Picasso, una partitura di Stravinskj e Ladri di Biciclette. Per noi, che stavamo a casa, mio padre era un tranquillo signore borghese, uno che non amava molto parlare di cinema o del suo lavoro. La sera tornava a casa, si metteva le pantofole e gli piaceva guardarsi la partita." Un rapporto sereno, quello con il padre, anche perché Christian ha da sempre saputo che non avrebbe seguito le orme paterne. "Se mi fossi messo a rifare Ladri di Biciclette sarei stato un fallito".

La via di Christian era un'altra. Mentre di giorno andava a dare esami all'università, la notte, con la complicità della madre, girava nei night a fare le serate e a cantare. Un gusto per il varietà che lo accompagnò anche al liceo, l'istituto Nazareno, dove conobbe Carlo Verdone. In un decennio in cui tutti ascoltavano i Led Zeppellin De Sica, racconta Verdone in una clip, entrava in classe come un damerino sulle note di Frank Sinatra. Un'amicizia, nata sui banchi di scuola che portò Christian a corteggiare e poi sposare la sorella di Verdone, Silvia. La lezione di Christian De Sica, complice le "sorprese di Canova" arriva anche a svelare piccoli segreti. Come, ad esempio, la sua parentela con Ramon Mercader, fratello della madre e sicario mandato da Stalin in Messico a uccidere Trotsky. O il suo esordio televisivo, nei primi anni settanta, in Alle 7 della sera, dove era, su consiglio di Maurizio Costanzo, un antipaticissimo presentatore snob.

Alla fine la definitiva consacrazione l'ha raggiunta con i cinepanettoni: "Non sono certo commedie ma farse, sono uno specchio realistico dell'Italia e di come è cambiata. Certo, magari a volte abbiamo un po' esagerato spingendo su certe battute un po' volgari, ma credo che in ognuno di quei film ci sia almeno un momento di comicità che vale per il tutto. Questi film sono cambiati con il paese; i primi Vacanze di Natale erano più ottimisti, pieni di piani sequenza, divertenti; ora invece sono montati in modo più nervoso e veloce e anche l'umorismo è diventato più cinico. Come il paese". Ma le parole più affettuose alla fine Christian de Sica le riserva per il figlio Brando: "Dopo aver passato la vita a fare il figlio di Vittorio, mi piacerebbe passare ora alla storia come il padre di Brando". Laureatosi a Los Angeles, con la benedizione di David Lynch, il giovanissimo De Sica, si sta costruendo una carriera da regista. E Christian, abbandonando per un momento tutto il suo cotè da animale da palcoscenico si svela, per un attimo, un padre apprensivo: "Certo, a me e a sua madre tremano un po' le gambe. E' una carriera difficile. Più che altro lo vorrei proteggere dalle delusioni che ho avuto io".

La lezione di Christian De Sica andrà in onda su SKY Cinema 1 e 1 HD domenica 15 alle ore 21