Nelle sale americane uscirà l'undici dicembre. Giusto in tempo utile per poter essere votato dai membri dell'Academy in occasione dei prossimi premi Oscar. E guardando il trailer qui sotto del suo film si capisce che Invictus, il nuovo film di Clint Eastwood, ha buone chanches per fare incetta di nomination.

Il film è tratto dal libro Ama il tuo nemico di John Carlin e racconta come Nelson Mandela, nei primi anni del suo mandato presidenziale, riuscì ad usare la nazionale sudafricana di rugby per unire un paese profondamente diviso portandola a vincere la Coppa del Mondo del 1995. Ad aiutarlo in questa opera simbolica, culturale, ma soprattutto sportiva, fu l'allora capitano degli Springbocks Francois Pienaar. Insieme riuscirono a trasformare il Rugby, il gioco più amato del paese ma anche uno dei tanti motivi di divisioni razziali, in qualcosa sotto cui tutto il paese, bianchi e neri, potesse sentirsi unito. Benché provenisse da un'ambienta bianco e tradizionalista Pienaar capì il momento storico e aiutò l'allora presidente Mandela nella riconciliazione del paese.

Il ruolo di Nelson Mandela è affidato al vecchio amico e complice di Eastwood Morgan Freeman. Da notare, nel trailer qui sotto, la sua inflessione sudafricana e la sua interpretazione tutt'altro che mimeta: quasi un'ipoteca sula nomination come miglior protagonista. Nel ruolo di Pineaar un soprendente Matt Damon (per la parte si è sottoposto ad allenamenti duri e intensivi) che dovrebbe poter aspirare anch'esso ad un riconoscimento.

Ma non è solo il tema, a cui i membri dell'Academy sono sicuramente sensibili, ne il genere biografico, altra debolezza dell'Academy, a garantire ad Invictus una buona posizione ai nastri di partenza per gli Oscar di quest'anno. Se il film mantiene quanto il video qui sotto promette, Invictus si annuncia come uno dei tasselli fondamentali nel percorso etico che il cinema di Clint Eastwood ha intrapreso da diversi anni. Un rigore quasi calvinista unito ad uno spirito fieramente democratico (non nel senso del partito) e antirazzista sono temi che, il regista di Gran Torino, riesce a raccontare senza retorica o semplificazioni in un cinema che si compiace sempre più del proprio cinismo. La sua qualità è di riuscire ad essere terribilmente serio senza mai perdere in leggerezza e ispirazione.

Il titolo del film è tratto da una poesia del poeta inglese William Ernest Henley (che potete leggere qui) e i cui versi si sentono all'inizio del trailer.