Violante Placido è Moana, Giorgia Wurth intepreta Cicciolina: guarda l'album fotografico

di Furia Berti



Per  l’anagrafe è Elena Anna Staller, nata a Budapest il 26 novembre 1951, nell’universo dell’hot era Ilona Staller, ma per tutti è e resta ancor oggi solo Cicciolina. Al pari di Moana rappresentò un fenomeno mediatico e sociale: fu la prima pornostar al mondo eletta alla Camera dei Deputati, a lei si deve il primo nudo integrale in un locale pubblico italiano e il primo seno mostrato nella nostra tv. Nella miniserie Moana prodotta da SKY Cinema che andrà in onda a dicembre, la interpreta Giorgia Wurth. Un ruolo tutt’altro che semplice, come ci spiega la giovane attrice in questa intervista: "La paura era doppia, perché è un personaggio reale e vivo e c’è un confronto continuo. Io non la ricordo bene, ero piccola quando lei era al massimo della notorietà, e per documentarmi ho usato il web. Ho trovato tantissimi video straordinari che mi hanno aiutata ad assorbire l’accento ungherese, a capire come si muoveva, gli sguardi: Cicciolina negli anni è cambiata moltissimo".
La Staller compirà 58 anni il prossimo 26 novembre: l’ha mai incontrata?
Mi sarebbe piaciuto, ma non è successo.
Qual è la cosa che l’ha colpita di più, mano a mano che scorpiva il personaggio di Ilona?
Il contrasto tra quel modo di porsi ingenuo da Lolita e quello che in realtà faceva. Ilona era capace di andare alla tv di stato svedese come rappresentante politica dell’Italia, e scoprirsi un seno nel bel mezzo di un’intervista sull’educazione scolastica, continuando a parlare tranquilla. È questa naturale straordinarietà che l’ha distinta da altre pornostar. Lei e Moana erano esattamente l’opposto: Moana era fiera della sua forza, Cicciolina era una geisha, diceva: “Eccomi, sono qui, fai di me ciò che vuoi”. E spesso era anche comica, certe cose oggi fanno sorridere.
Che effetto fa oggi a una trentenne come lei un modello femminile come Cicciolina?
Magari ci fosse oggi un personaggio così al posto di quel che vediamo! Negli anni 80 il porno era ancora trasgressivo, oggi un attore porno come Franco Trentalance che partecipa a un reality è la normalità. Il modello femminile che proponeva Ilona era palesemente una provocazione e un’eccezione, ma c’era una sorta di onestà nel dichiarare quel che faceva. Io non l’avrei votata, però in Parlamento c’è arrivata con le elezioni, non col favore di qualcuno di potere. Oggi il sesso viene usato per ottenere la stessa cosa, ma si fa di nascosto, rendendo tutto più squallido.
Secondo lei oggi il sesso è ancora un elemento provocatorio?
No, è una provocazione il non-sesso. Il sesso è ovunque, è quasi un obbligo, merce di scambio.
È vero che inizialmente l’avevano chiamata per interpretare Moana?
Sì, ma poi il regista mi ha chiesto di fare un provino anche per Cicciolina. Devo dire che la prima reazione è stata di rifiuto. Ho pensato: “Io cosa c’entro con Cicciolina?”. Mi piaceva Moana, la sentivo vicina, non solo perché era ligure come me, ma perché è sempre stata determinata, razionale, emancipata. Interpretare la Staller è stato più difficile, ho dovuto reinventare tutto, non c’è niente di Giorgia in lei, né la voce, né lo sguardo... Poi ho cominciato a studiare i video, a truccarmi, e la trasformazione fisica mi ha aiutato molto.
Parliamo di lei: mamma genovese e papà svizzero, cosa ha preso da loro?
Da mio padre il senso civico: io non butterei mai una carta per terra. E la puntualità che ho perso vivendo a Roma, perché qui se arrivi puntuale sei scemo. Dalla mamma, un grande senso di indipendenza e la capacità di farcela contando solo sulle proprie forze; lei è un medico che ha cresciuto da sola tre figli quando mio padre è dovuto tornare in Svizzera per lavoro.

È da poco uscito anche il suo primo romanzo, di cosa parla?
Di una storia d’amore che dura una quindicina d’anni raccontata tutta dal punto di vista del ragazzo. È stato un bel viaggio nel mondo maschile.

Perché questa scelta?
Perché se potessi io... insomma, io invidio gli uomini, sono così “basici”, semplici: fame-cibo, male-cura. Le donne, purtroppo, si fanno sempre un sacco di problemi.

La prossima tappa sarà?
Io ho un grandissimo sogno: andare a Cannes con un film. Mi attira persino più dell’Oscar. Amo quell’atmosfera, ci vado spesso ma sempre da “imbucata”. E poi vorrei condurre un programma di informazione politica per i giovani, dove mettere a confronto i ragazzi con i politici. Magari su una rete giovane come SKY....

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L'intervista è stata pubblicata sul numero di novembre di SKYlife. Se vuoi riceverlo a casa registrati.