di Furia Berti

Trent’anni sotto i riflettori, oltre 70 film interpretati, 7 regie cinematografiche, senza contare i programmi televisivi, i singoli incisi e gli spettacoli a teatro. Ne ha di cose da raccontare Christian De Sica, tante che forse non gli è bastata un’autobiografia e neppure una sola lezione come quella che ha tenuto davanti agli studenti dell’università Iulm di Milano a ottobre, e presentata questo mese in esclusiva su SKY. Una lezione per parlare della sua carriera, dei suoi maestri, a partire dal padre Vittorio, e soprattutto di comicità. Lo racconta in quest’intervista da Los Angeles, dove ha appena finito di girare Natale a Beverly Hills con Sabrina Ferilli, Michelle Hunziker e Alessandro Gassman.

Com’è De Sica nel ruolo del professore?
«Io vado sempre d’istinto, non preparo mai niente in anticipo, però fortunatamente capisco subito se i ragazzi si stanno annoiando o se riesco a divertirli e interessarli». 
Cosa spiega ai ragazzi che le chiedono consigli per entrare nel mondo dello spettacolo?
«Che se lo fai solo per i soldi e la notorietà, al pubblico non arriva niente. Questo è un mestiere costruito sull’acqua, bisogna amarlo molto, altrimenti tutti i tuoi sforzi diventeranno ancor più faticosi».
 Si può spiegare la comicità?
«La comicità nasce dalla cattiveria e dall’autocritica, ecco perché ci sono più uomini che donne tra i comici: è la femminilità stessa ad allontanare dalla comicità, le donne difficilmente vogliono imbruttirsi, prendersi in giro. Le vere comiche sono poche, le altre sono attrici brillanti come 
Mariangela Melato, Monica Vitti».
Secondo lei quali sono le principali caratteristiche di un comico?
«Comici puri si nasce, uno così lo riconosci subito perché è quello che fa ridere anche quando legge la marca di un pacchetto di sigarette. Un comico di mestiere come me è uno che fa ridere perché riesce a dare un risvolto umoristico a ogni battuta come se fosse una barzelletta. L’attore comico è ermafrodita, quelli che hanno storie d’amore non possono far ridere. Lo vedete Delon che fa un film farsesco? Al massimo è un attore brillante. Anche Vittorio Gassman era un attore brillante, si è inventato comico, anzi, lo ha inventato Monicelli in quel ruolo. Ma per far ridere nei Mostri ha dovuto imbruttirsi. Chi fa ridere è sempre un po’ aggressivo, maschilista, misogino».
Leopardi diceva: “Chi sa ridere è padrone del mondo”...
«Certo, perché con una risata puoi dire qualsiasi cosa. Le commedie che intrepreto, dal primo Vacanze di Natale a quest’ultimo, Natale a Beverly Hills, sono lo specchio della società italiana, della sua borghesia. Hanno rappresentato il Paese in maniera più profonda di tanti film autoriali perché la risata riesce a essere molto più crudele».
Che personaggio interpreta in quest’ultimo film di Neri Parenti?
«Sono una ex marchetta arrivata a 59 anni, che sta con una vecchia di 80 e incontra per caso l’ex moglie con suo figlio e il suo nuovo marito. Ho sempre raccontato personaggi che non mi appartengono nella realtà, non credo d’essere né un uomo volgare né un maschilista o un prepotente, ma li rappresento per condannarli e riderne insieme al pubblico».

Il suo film comico preferito?
«Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo con Spencer Tracy. E poi quasi tutti i vecchi film in bianco e nero di Alberto Sordi».
Il suo film che l’ha divertita di più?
«Nessuno in particolare, ma alcuni minuti di quasi tutti».
Il programma divertente che vorrebbe fare?
«Mi offrono continuamente di fare televisione, mi hanno chiesto di fare anche Sanremo, ma non ce la faccio. Troppi impegni cinematografici. Sto anche scrivendo un film a episodi, Aiutatemi, con i fratelli Vanzina, dove sarò attore e regista». 

L'articolo è stata pubblicato sul numero di novembre di SKYlife. Per riceverlo a casa registrati

Guarda il video della lezione tenuta da Christian De Sica