Nel giorno dei vampiri di Twilight New Moon, Francis Ford Coppola mostra i canini e azzanna alla giugulare le major, colpevoli, a suo parere, di vampirizzare il cinema al solo scopo di succhiare dollari con pellicole puramente commerciali.

Invitato dal Torino Film Festival per presentare il suo ultimo film Tetro (Segreti di famiglia), nelle sale italiane da venerdì prossimo, e per ricevere il Gran Premio Speciale per la carriera e per l' attività quarantennale e sperimentale della sua casa di produzione, il cineasta della saga del primo lancia il suo J'accuse:
"Oggi in America non si possono neppure più fare film drammatici, le major, che pensano solo ai soldi, vogliono solo film d'azione di horror o d'animazione per metterci su il 3d. Non c'é nulla di male a voler fare soldi - ha aggiunto - io ne ho fatti e persi tanti, la questione non è questa, ma l'amore per il cinema e le storie di cinema. Bisogna avere il coraggio di rischiare".

In Tetro come aveva già sperimentato in Rusty - il selvaggio, Coppola è ricorso per buona parte del film all'uso del bianco e nero, nonostante l'ostracismo di Hollywood e la difficoltà ormai di reperire il tipo di pellicola adatto.
Tuttavia, Coppola non è contrario in toto alle nuove tecnologie applicate alla settima arte purché siano un mezzo e non un fine e spiega:
"Il digitale non è un problema, ma un nuovo e interessante mezzo. D'altronde il linguaggio e le lingue cambiano e il cinema è un linguaggio, uno dei principali linguaggi dell' uomo negli ultimi cento anni
".

L'autore della saga del Padrino ha poi concluso il suo intervento con un sentito omaggio alle sue origini italiane;
 "i miei 4 nonni sono italiani, 3 venivano dalla zona di Napoli, uno dalla Lucania, io sono italiano. La forza, l'energia dell' America è quella di essere stata fatta, al 100% da immigrati".

Guarda il trailer italiano di Tetro - Segreti di famiglia